BOLOGNA – Risorse europee certe, maggiore autonomia di programmazione per le Regioni, sostegno agli investimenti e alle filiere, strumenti contro le crisi climatiche e di mercato e meno burocrazia. Sono i punti al centro della posizione dell’Emilia-Romagna sulla futura Pac 2028-2034, presentata oggi a Bologna nel convegno promosso dalla Regione con istituzioni europee e nazionali, Parlamento europeo, organizzazioni agricole e cooperative.
Una partita strategica per un comparto che in Emilia-Romagna conta 46.312 imprese agricole e 4.427 alimentari e ha generato nel 2025 8,6 miliardi di euro di valore della produzione agricola. L’export agroalimentare regionale vale 11,6 miliardi, pari al 16% di quello italiano, mentre le produzioni Dop e Igp raggiungono i 4 miliardi di euro, il 19% del valore nazionale. Oltre il 27% della superficie agricola è inoltre interessato da sistemi sostenibili certificati.
“L’Europa deve continuare a investire con forza nell’agricoltura, garantendo risorse certe, adeguate e realmente accessibili alle imprese”, ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, indicando dieci priorità per il negoziato. Tra queste, il mantenimento di una reale autonomia programmatoria regionale e del ruolo delle Regioni nella gestione degli interventi, oltre al rafforzamento degli strumenti per investimenti e filiere e delle garanzie contro gli effetti delle crisi climatiche.
La Regione ha presentato anche la propria road map verso il 2028, che prevede il confronto con il partenariato, tavoli di filiera e l’individuazione dei fabbisogni dei territori. Tra le priorità indicate da Mammi anche il ricambio generazionale e l’innovazione: in Emilia-Romagna sono 1.802 le imprese agricole guidate da under 35. La Regione ha investito oltre 40 milioni per il ricambio generazionale e altrettanti per il progetto “Frutteti protetti”, destinato a rafforzare la protezione delle colture dagli eventi climatici.
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