REGGIO EMILIA – Il passaggio generazionale rappresenta una delle sfide più importanti per il tessuto imprenditoriale reggiano. Secondo un’analisi dell’ufficio studi di Lapam Confartigianato, nei prossimi cinque anni il 6,7% delle imprese familiari della provincia sarà chiamato ad affrontare il ricambio generazionale, mentre l’11,5% lo ha già effettuato.
I dati del Censimento permanente delle imprese, aggiornati al 2022, mostrano come l’81% delle imprese attive non agricole della provincia sia controllato da una persona fisica o da una famiglia, una quota che rende particolarmente rilevante il tema della continuità aziendale.
Tra le aziende che hanno già affrontato o si preparano ad affrontare il passaggio di consegne, nel 91% dei casi il ricambio avviene all’interno della famiglia, mentre soltanto nel 9% dei casi la successione coinvolge soggetti esterni all’ambito familiare.
L’analisi si sofferma anche sul settore artigiano, evidenziando una progressiva riduzione della presenza dei giovani. Gli artigiani under 35 rappresentano infatti appena l’8% degli iscritti al fondo pensionistico di categoria, mentre la fascia più numerosa è quella compresa tra i 45 e i 54 anni, che raggiunge il 31% del totale. Negli ultimi dieci anni la quota dei giovani è diminuita costantemente, mentre è cresciuta quella degli iscritti più anziani.
“Il passaggio generazionale è un tema delicato e che va programmato – sottolinea il presidente di Lapam Confartigianato, Daniele Mazzini –. Il rischio non è soltanto economico, ma riguarda anche la perdita di competenze e conoscenze costruite negli anni. In un contesto segnato dal calo demografico e dalla riduzione del capitale umano disponibile, diventa sempre più importante preparare per tempo il passaggio di consegne tra generazioni per garantire la continuità delle imprese”.







