REGGIO EMILIA – La circostanza era stata denunciata il 31 luglio scorso, attraverso una lettera aperta firmata dai figli di Nanni Scolari e di Rolando Balugani: Paolo Bellini, condannato in via definitiva all’ergastolo per la sua partecipazione alla strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, detenuto a Padova, registra e fa uscire dal carcere “video inquietanti in cui attacca i giudici che lo hanno condannato, i testimoni del processo di Bologna, i familiari che vengono ascoltati in questi mesi a proposito di procedimenti ancora aperti, i giornalisti reggiani”. I video sono messi online dal sito Reggio Report.
Matteo e Simona Balugani sono figli dell’ispettore di polizia Rolando Balugani, che sospettò subito che Bellini potesse avere a che fare con la strage di Bologna. Ma le sue indagini furono bloccate e l’ispettore fu prima arrestato e poi trasferito. Federico Scolari invece è figlio di Nanni, intellettuale impegnato in politica. Una velina anonima arrivata alla questura di Reggio lo accostò alla strage dell’Italicus del 1974. Sconvolto, Scolari si suicidò nel 1983 prima di deporre come teste al processo. “Denunciamo un clima di questo tipo foriero dei peggiori presagi”, avevano scritto nella loro lettera di fine luglio i figli di Balugani e Scolari con riferimento ai video di Bellini.
Videomessaggi che sono stati registrati da altre persone all’interno del carcere e sarebbero stati diffusi dal legale di Bellini. Le registrazioni in carcere sono state autorizzate? E da chi? Qualcuno ha controllato il tenore dei messaggi, per evitare la diffusione di contenuti minacciosi o denigratori? Lo chiede la parlamentare reggiana Ilenia Malavasi in un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio che sarà depositata nelle prossime ore. La Malavasi è prima firmataria dell’atto, che è stato sottoscritto anche da Andrea Rossi e da altri colleghi di partito, come Debora Serracchiani, il bolognese Andrea De Maria e i modenesi Stefano Vaccari e Maria Cecilia Guerra.
“Nei filmati diffusi online – si legge nell’interrogazione – Bellini commenta il processo a suo carico, attacca i magistrati che lo hanno condannato e definisce falsa la testimonianza dell’ex moglie Maurizia Bonini. Siamo di fronte a fatti di eccezionale gravità. È inaccettabile che un soggetto condannato in via definitiva per strage possa veicolare all’esterno del carcere messaggi che assumono contorni chiaramente intimidatori nei confronti dei magistrati e dei testimoni che hanno contribuito alla verità processuale’. Nell’interrogazione si chiede se il Ministro ‘non ritenga indispensabile disporre un’ispezione presso la casa di reclusione di Padova per accertare eventuali responsabilità”.
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