BRESCELLO (Reggio Emilia) – I primi ciak sono previsti alla fine di agosto. Per circa un mese Brescello sarà teatro delle riprese. La storia avrà come protagonista il papà di Peppone e Don Camillo. “Giovannino Guareschi”, questo il nome del film, con sottotitolo: “Non muoio neanche se mi ammazzano”.
Centrale nel racconto sarà il rapporto tra lo scrittore e la bassa pianura emiliana, fonte d’ispirazione per il suo Mondo Piccolo.
Nel frattempo l’iconica piazza tra il municipio e la chiesa, scenografia dei cinque film della saga entrata nell’immaginario collettivo a livello globale, torna a ospitare il Brescello Film Festival. L’edizione 2024 è la numero venti. Una tre-giorni di appuntamenti che parte venerdì alle 19, con la presentazione di un libro sui soggetti cinematografici mai realizzati di Cesare Zavattini, mentre alle 21.15 sarà presente Giorgio Diritti col suo ultimo film, Lubo.
Gli appassionati di cinema possono inoltre cogliere l’occasione per visitare, nella sala espositiva dell’Ufficio Informazioni, la mostra che raccoglie i bozzetti originali e le locandine di circa 20 film. Opere che arrivano dal Museo Cinema a Pennello di Montecòsaro, in provincia di Macerata.
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