REGGIO EMILIA – Chiusura dalle 22 alle 6, fino al prossimo 15 novembre. Devono abbassare le saracinesche nelle ore notturne gli open shop 24, ossia quegli spazi dotati di distributori automatici di bevande e merendine. Lo prevede una specifica ordinanza del Comune di Reggio emanata lo scorso 15 giugno. Il provvedimento riguarda l’area della stazione e del centro storico. Perché? Secondo l’amministrazione questi spazi sarebbero luoghi di bivacco e di aggregazione di persone potenzialmente moleste. Una misura che viene contestata dal titolare di alcune di queste attività.
“E’ discriminatoria prima di tutto – dice Alessandro Zagatti – per esempio, l’ordinanza parla in più punti di problemi legati al vetro dell’alcol che non si trovano nei nostri negozi. Mai avuto vetro e alcol, adesso come in passato. Ci sentiamo ormai criminalizzati”.
La limitazione all’operario di apertura viene considerata dagli operatori del settore inaccettabile: “Il fatto che venga associata la criminalità microcriminalità con i nostri negozi, che sono semplicemente punti vendita dove si rifornisce e se ne va. Questo è il senso del negozio, altrimenti ci sarebbero sedie e tavoli e tutto il resto . In 17 anni di cose ne sono successe, ma incredibilmente rare”.
Potrebbero a breve arrivare ricorsi contro l’ordinanza. In città di questi open shop ne esistono cinque.
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