REGGIO EMILIA – Le risposte riguardanti la dinamica e la violenza dei colpi ricevuti da Raffaele Stipa dovranno attendere. E’ stata rinviata l’autopsia sul corpo del 67enne ucciso una settimana nel suo locale, la pizzeria Yoghi di via Gran Sasso d’Italia a Reggio. Quanti colpi gli sono stati inferti? E di questi, quanti potenzialmente mortali? Tutti elementi per corroborare o meno le eventuali aggravanti da contestare ad Andrea Pellati, 43 anni, in carcere dalle prime ore dopo l’omicidio di cui è accusato. La premeditazione è caduta in sede di convalida dell’arresto, anche se, secondo la procura, l’uomo è entrato nel locale con l’intento di uccidere il 67enne, che qualche ora prima gli avrebbe rifiutato l’ennesima pizza gratis. I due si conoscevano bene. Sempre secondo gli inquirenti, quando Pellati, immortalato dalle videosorveglianza del locale, si china sul suo zaino, è per estrarre il coltello. Nella sua abitazione è stata trovata e sequestrata una lama compatibile con quella che è stata utilizzata per uccidere Stipa, ma non ci sono certezze. Nelle prossime ore sul coltello, così come sui vestiti sequestrati, inizieranno gli accertamenti degli esperti della polizia scientifica di Roma. Il tema centrale è lo stato mentale dell’indagato. Il suo avvocato difensore, Mattia Fontanesi, ha incontrato Pellati nelle scorse ore e forse lo farà nuovamente nelle prossime. Si può dare per scontato il fatto che sul 43enne verrà eseguita una perizia psichiatrica. Al momento però l’indagato non è collaborativo.
Reggio Emilia omicidio pizzeria Raffaele Stipa Andrea PellatiOmicidio in pizzeria: a Roma gli accertamenti su coltello e vestiti. VIDEO
6 luglio 2026Nelle prossime ore inizieranno gli accertamenti degli esperti della polizia scientifica. Rinviato l’inizio dell’autopsia sul corpo di Raffaele Stipa








