VILLA MINOZZO (Reggio Emilia) – La difesa del 49enne Cristian Chesi – affidata agli avvocati difensori Domenico Noris Bucchi e Leonardo Teggi – a processo per l’omicidio volontario di Stefano Daveti, 63 anni, ha proposto un accordo risarcitorio ai familiari della vittima.
Daveti, ex insegnante e artista originario della Spezia, è morto il 24 giugno 2024, dopo essere stato colpito a sprangate tre giorni prima nella sua abitazione di Morsiano di Villa Minozzo. Per consentire la trattativa, l’udienza preliminare davanti al gup Luca Ramponi è stata rinviata al 22 giugno.
La parte civile, rappresentata dall’avvocato Andrea Lazzoni, chiede un risarcimento complessivo di un milione di euro per i due fratelli della vittima, Renzo e Andrea Daveti.
Il pm Maria Rita Pantani non si è opposto alla possibilità di un accordo. Intanto la Cassazione ha confermato l’esclusione delle aggravanti dei futili motivi e della minorata difesa.
Secondo una ricostruzione prima dell’aggressione Daveti avrebbe colpito Emore Chesi, padre dell’imputato e suo vicino di casa.
Cristian Chesi è l’unico a processo ed è detenuto in carcere. Ora potrà essere giudicato con rito abbreviato.
Omicidio di Morsiano: trattativa aperta per un maxi risarcimento
21 aprile 2026
Stefano Daveti, la vittima
La difesa del 49enne Cristian Chesi ha proposto un accordo ai familiari di Stefano Daveti. La parte civile chiede un milione di euro






