SAN MARTINO IN RIO (Reggio Emilia) – Ci sarà un terzo processo di appello per Marco Eletti, condannato in primo e secondo grado a 24 anni e due mesi per l’omicidio del padre Paolo e per il tentato omicidio della madre Sabrina Guidetti, nell’abitazione della famiglia a San Martino in Rio. Lo ha stabilito la Cassazione: per la seconda volta i giudici della Suprema Corte hanno annullato l’aggravante della premeditazione per il delitto del padre e rinviato nuovamente gli atti al secondo grado di giudizio.
Noris Bucchi, legale di Eletti: “Non è facile ottenere per ben due volte l’annullamento da parte della Cassazione su un argomento ristretto come quello della premeditazione, di una unica aggravante: è una grande soddisfazione”. Luigi Scarcella, anch’egli difensore dell’imputato: “Certamente non abbiamo mai contestato il tentato omicidio della madre, ma l’ideazione dell’omicidio del padre è sorta quel giorno, quel 24 aprile 2021 in un momento preciso”.
Quel giorno, i vigili del fuoco, intervenuti per spegnere un piccolo incendio, trovarono il cadavere di Paolo Eletti, ucciso a martellate. Accanto la moglie Sabrina, narcotizzata e con i polsi tagliati. La donna fu soccorsa e salvata. Quello che accadde fu ricostruito in tribunale. E secondo i legali difensori la Corte, in assise e nei due processi di appello, si è basata su quattro diverse ipotesi di premeditazione che hanno portato a diverse ricostruzioni. “Se c’è un dubbio devi assolvere – ha aggiunto Bucchi – Se c’è un dubbio sulla sussistenza dell’aggravante devi ritenere l’aggravante insussistente. Dunque già queste quattro diverse ricostruzioni dimostrano che c’è un dubbio”.
Qualora, l’aggravante della premeditazione dovesse definitivamente cadere, l’iter processuale passerebbe dal rito ordinario a quello abbreviato: la pena si ridurrebbe di un terzo, a 16 anni e due mesi. Non solo: “Bisognerà calcolare la diminuzione per le circostanze attenuanti generiche che sono già state concesse, perché sia la corte di primo grado sia la corte di appello hanno riconosciuto tutta una serie di condotte, se cade la premeditazione vi è un ulteriore sconto di pena, poi la corte dovrà determinare il quantum preciso di questa diminuzione”, ha spiegato Scarcella.
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