REGGIO EMILIA – L’ultimo saluto e l’arma del delitto. Il dolore e l’iter giudiziario. Due rette parallele che viaggiano assieme nei casi di cronaca, in particolare in quelli che raccontano pagine così efferate. Mentre quindi la famiglia di Raffaele Stipa sta organizzando i funerali, dopo aver ricevuto il nulla osta dalla procura in seguito alla fine dell’autopsia, il sostituto procuratore Maria Rita Pantani sta continuando a coordinare gli accertamenti della polizia, non solo di quella reggiana.
Il coltello che era stato sequestrato nelle prime ore dopo il delitto a casa di Andrea Pellati, il 43enne in carcere accusato di aver ucciso Stipa, è stato inviato a Roma nei giorni scorsi assieme ad alcuni indumenti: i primi esiti scientifici dicono che non è stata quella la lama utilizzata per accoltellare a morte il 67enne. E’ difficile che i responsi definitivi vadano in una direzione diversa.
Quel coltello era stato sequestrato perché “compatibile”, aveva detto il procuratore capo Calogero Paci, con l’arma del delitto, considerando una prima ispezione esterna delle ferite della vittima. E’ quindi evidente che il coltello effettivamente utilizzato sia stato gettato da qualche parte, oppure occultato. Allo stato, la pm non intende chiedere ulteriori accertamenti. Oltre che dai risultati finali dell’autopsia, che arriveranno tra diverse settimane e che intanto parlano di sette coltellate inferte, tanto dipenderà dal fatto che Pellati decida di collaborare o meno con gli inquirenti. Per gli inquirenti, avrebbe agito dopo il rifiuto della vittima di un’ennesima pizza gratis.
L’addio a Raffaele Stipa sarà lunedì mattina alle 10 nella chiesa di San Luigi Gonzaga a Reggio.
Leggi e guarda anche
Reggio Emilia funerali coltello sequestrato Raffaele Stipa Pizzeria Yoghi Andrea Pellati Chiesa San Luigi GonzagaPizzaiolo ucciso, l’autopsia: “Sette coltellate, quella letale al collo”








