REGGIO EMILIA – Il Po al momento non preoccupa. Il livello si è abbassato, ma il consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale non si è fatto trovare impreparato e ha predisposto per tempo le idrovore per i prelievi di acqua. Diversa è la situazione per l’Enza a Cerezzola e sul Secchia, alla presa di Castellarano: “In particolare la situazione più critica l’abbiamo sul torrente Enza con un deficit idrico che è importante – dice la direttrice Consorzio Ada Francesconi -. In questo momento possiamo derivare portate che sono minime, intorno ai 200 litri al secondo in media. Situazione non meno grave sul Secchia dove abbiamo portate del corso d’acqua che sono di poco superiori al deflusso minimo vitale che dobbiamo rilasciare. Ma sul Secchia, al contrario che sull’Enza, abbiamo invasi disponibili che possono supplire anche se per tempi modesti alle scarse portate in arrivo”.
E’ come se l’estate fosse arrivata con un mese in anticipo. Le ondate di calore e le temperature elevate hanno prosciugato i terreni, che ora richiedono grandi quantità di acqua. Ma anche l’andamento delle precipitazioni ha fatto la sua parte. “In termini medi, il 2026 non ha registrato un regime di precipitazioni inferiore rispetto alle medie storiche. Se però prendiamo anche l’autunno del 2025 abbiamo avuto precipitazioni inferiori e soprattutto nell’ultimo periodo, quello che ha preceduto l’avvio della stagione irrigua, le ridotte precipitazioni hanno diminuito l’umidità dei terreni, rendendoli altamente idroesigenti. Una situazione che insieme alle elevate temperature ha portato a dover gestire un numero importante di richieste irrigue da parte degli agricoltori, contemporaneamente”.
Bonifica e associazioni agricole hanno chiesto a Regione, Arpa e Autorità di Bacino una deroga ai deflussi minimi vitali di Enza e Secchia per poter aumentare i prelievi dai due corsi d’acqua. L’invito a tutti è a collaborare: “Agli agricoltori abbiamo chiesto, e il mondo agricolo ha risposto in maniera efficiente, di rendersi disponibili ad attese un po’ più prolungate rispetto alle risposte delle richieste irrigue, proprio perché, per governare in modo efficiente abbiamo la necessità di non disperdere acqua e quindi di mettere in fila gli agricoltori, non tanto in termini di quando è arrivata la richiesta ma di dove si trovano lungo il canale. Anche grazie all’intervento delle associazioni agricole, questo devo dire che gli agricoltori lo stanno facendo e possiamo rispondere a tutte le esigenze in maniera più efficiente”.
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