REGGIO EMILIA – Il processo Aemilia, quello sui mandanti della strage di Bologna, il referendum per la riforma della giustizia. Sono alcuni dei tempi toccati ieri sera a Decoder con il giudice Francesco Maria Caruso.
“Noi magistrati lavoriamo su capi d’imputazione, e sono quelli che conoscete. L’indagine Aemilia non ha trascurato alcun profilo”. Sgombra il campo dai dubbi e dalle polemiche Francesco Maria Caruso, che da giudice ha presieduto il processo Aemilia. “E’ stata un’indagine completa, non ci sono state omissioni o prove ignorate”, ha detto il magistrato, che ha anche sollevato la comunità reggiana dal peso di non aver saputo riconoscere prima le infiltrazioni della criminalità. “Non lo avevamo capito noi magistrati, servono attitudine e competenze”-
Caruso ha presieduto anche il processo sui mandanti della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, che ha portato alla condanna all’ergastolo di Paolo Bellini. Perché si è arrivati così tardi alla giustizia? “Ci sono state trame dei servizi segreti, soppressione di prove e depistaggi. Noi abbiamo ricostruito un verità giudiziaria, ma è chiaro che ci sono ancora dei buchi, solo gli storici potranno capirlo”.
L’ex presidente del tribunale di Reggio ha poi ribadito il suo secco “no” al referendum e alla riforma della giustizia. “E’ una riforma inutile e pericolosa, si vuole mettere i magistrati nell’orbita dell’esecutivo”.
Reggio Emilia Francesco Maria Caruso DecoderGuarda la puntata di Decoder di venerdì 6 febbraio 2026. VIDEO






