REGGIO EMILIA – Lo scorso anno, sul nostro territorio, non si sono verificate rapine in istituti di credito. Il crollo del numero dei colpi a danno delle banche emerge dai numeri dell’Associazione Bancaria Italiana.
Circoscritto sempre al 2020, il fenomeno si è dimezzato in Emilia Romagna. Da Piacenza a Rimini, in un anno, si è passati da 35 a 17 episodi. Un quantitativo che, andando indietro al 2015, superava il centinaio. Reggio Emilia, assieme a Ferrara, Parma e Piacenza, figura come detto tra i territori che hanno registrato zero episodi. Una scomparsa che si può collegare agli effetti delle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria
“C’è stato il lockdown, si entrava solo previo appuntamento – ha commentato Leonello Boschiroli, segretario First Cisl Emilia Centrale – E’ chiaro che per un rapinatore era difficile prendere appuntamento e anche circolare…”. Come deterrente hanno dunque funzionato i posti di blocco per monitorare gli spostamenti. Ma la tendenza alla diminuzione degli assalti agli sportelli era già in atto in epoca pre Covid. Nella nostra provincia, nel 2019, se ne sono contati tre, cinque l’anno precedente.
Più di tutto a incidere è stata la scelta delle banche di ridurre al minimo il contante presente nelle filiali: “Che è un costo per la sicurezza, è un costo di gestione. Per questo, sta diminuendo”, ha aggiunto Boschiroli. D’altra parte, in una società sempre più digitalizzata i pagamenti cash sono un’abitudine destinata a tramontare. La olandese Ing ha deciso addirittura di togliere i propri bancomat in Italia. I giorni pare siano contati anche per agli assalti esplosivi agli automatici.
Reggio Emilia rapine in banca emergenza coronavirus covid-19








