REGGIO EMILIA – Negli ultimi dieci anni nella nostra provincia sono stati costruiti poco più di 3mila nuovi appartamenti, in media 300 all’anno. Nel 2024 sono stati 411, di cui circa un terzo nel comune capoluogo, gli altri nel resto della provincia.
In provincia di Parma nel 2024 i nuovi appartamenti costruiti sono stati più o meno quanti a Reggio (437), in provincia di Modena più del doppio (937). Per quanto riguarda Reggio, si tratta di numeri dieci, anche quindici volte inferiori ai volumi degli anni fino al 2007. Ma oltre alla quantità, anche la tipologia edilizia è diversa: da 15 anni si costruiscono quasi solo villette. I condomini sono ormai rarissimi.
Lo constatava qualche tempo fa il vicesindaco di Reggio Lanfranco De Franco a Decoder, chiedendo alle imprese di costruzioni di tornare a investire anche su un’edilizia in grado di rispondere alle esigenze di quelle fasce sociali che faticano a trovare casa. In giro per la città, da nord a sud, le opportunità ci sarebbero: ci sono numerosi piani urbanistici attuativi che risalgono in genere al Piano regolatore del 2001 e che non sono stati completati. In diversi casi, le aziende hanno realizzato gli appartamenti per la vendita, ma non quelli previsti dai piani per l’Edilizia residenziale sociale.
Complessivamente, si tratta di 31 lotti per un totale di 272 appartamenti. Si va da Gaida a Bagno, da Pieve a Fogliano, passando per alcuni quartieri della città. Gli interventi più significativi sono possibili in quattro comparti: 50 alloggi nella zona di via Settembrini, a nord e a sud della tangenziale; 41 a Canali, soprattutto lungo l’asse di via Tolstoj; 30 appartamenti fra via Dimitrov e via Inghilterra e 29 a Sesso. Se questi interventi fossero realizzati, allevierebbero almeno un po’ la fame di alloggi a buon mercato. Ma l’aspetto delle compatibilità economiche per le imprese è decisivo.
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