REGGIO EMILIA – Ci sono anche due società con sede nella nostra provincia tra i beni confiscati nelle scorse ore a un imprenditore calabrese già coinvolto nell’operazione Grimilde. Il decreto di confisca è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Parma, e riguarda proprietà per un valore complessivo stimato superiore al milione di euro.
Le attività investigative si sono concentrate su di un 40enne affiliato alla ‘ndrangheta emiliana, riconducibile alla famiglia Grande Aracri e operante in maniera autonoma, da anni, nelle province di Reggio, Parma, Modena e Piacenza.
L’imprenditore, secondo gli inquirenti, era dedito alla creazione e al controllo di società cosiddette ‘cartiere’, ovvero imprese formalmente attive ma prive di una reale operatività, utilizzate per emettere fatture per operazioni inesistenti ed anche per riciclare denaro oppure mascherare flussi finanziari illeciti.
L’uomo, attualmente detenuto, nel corso del 2022 era finito sotto la lente degli accertamenti per via del suo profilo criminale, per il suo tenore di vita e per la sua sua situazione economico-patrimoniale.
Al 2023 risalgono i sequestri ai beni oggetto ora di confisca. Si tratta di undici società situate in più regioni (due come dicevamo in provincia di Reggio Emilia, cinque nella città di Parma, due nel crotonese, una ad Acerra e una a Milano.
Tutti nel comune di Cutro gli undici gli immobili finiti sotto confisca, assieme a due veicoli e a dieci rapporti finanziari.












