Il MIRE non è più soltanto un cantiere o una grande opera attesa dalla città: è un progetto innovativo di edilizia sanitaria orientato al futuro e pensato per rispondere ai nuovi bisogni di salute di donne, neonati, bambini e famiglie. Questo è il messaggio emerso con forza dal convegno pubblico “Crescere insieme: il MIRE raccontato alla città”, svoltosi sabato 11 aprile ai Chiostri di San Pietro, promosso da Zonta Club Reggio Emilia per il 40° anniversario di fondazione in collaborazione con CuraRE e con il patrocinio dell’Azienda USL – IRCCS di Reggio Emilia.
Al centro dell’incontro, lo stato di avanzamento del MIRE e del Dipartimento Materno-Infantile, una risposta concreta ai profondi cambiamenti dei bisogni assistenziali in ambito materno-infantile: aumento delle gravidanze a rischio, delle patologie croniche e genetiche in ambito pediatrico, dei disturbi psicopatologici in età evolutiva e della complessità delle patologie oncologiche della sfera femminile e che richiedono approcci assistenziali sempre più complessi.
Dal convegno è emersa con chiarezza la funzione strategica del MIRE: una struttura moderna, integrata e specialistica, capace di unire alta competenza clinica, innovazione tecnologica e umanizzazione delle cure. La missione del nuovo polo sarà infatti quella di dare risposte appropriate alla nuova dimensione dell’evento la nascita, sostenere i nuovi modelli di genitorialità, rafforzare la presa in carico della salute femminile e offrire risposte avanzate alle cronicità in ambito pediatrico.
Tra gli aspetti più significativi illustrati durante l’incontro, grande rilievo ha avuto il futuro assetto sanitario del MIRE. La nuova struttura ospiterà infatti gran parte delle unità operative del Dipartimento Materno-Infantile, tra cui ostetricia, ginecologia, neonatologia, terapia intensiva neonatale, pediatria, neuropsichiatria e riabilitazione infantile e genetica medica. Un polo pensato per concentrare competenze, spazi adeguati e percorsi più efficaci, dentro una rete integrata con il territorio e con gli altri servizi provinciali.
Molto forte anche il messaggio sul futuro dell’area pediatrica, destinata ad avere un ruolo centrale nel nuovo MIRE. Sono stati presentati spazi e progettualità dedicati alla gestione del bambino con patologia cronica, disabilità, complessità clinica, disturbi neuro-metabolici e problematiche psicopatologiche. All’interno della degenza pediatrica è prevista un’area ad alta intensità di cura per rispondere ai bisogni assistenziali dei bambini con patologie croniche, day service, ambulatori e ambienti specificamente progettati per i pazienti più fragili, con un’attenzione particolare alla sicurezza, all’accoglienza e alla qualità della permanenza in ospedale.
Altro tema centrale emerso dal convegno è quello dell’innovazione. Nel MIRE troveranno spazio una risonanza magnetica 3 Tesla di ultimissima generazione, capace di migliorare qualità diagnostica e tempi di esame, e un centro di simulazione ad alta fedeltà, pensato per la formazione degli operatori e per aumentare sicurezza e qualità dell’assistenza. Il futuro del MIRE passa dunque anche da tecnologie avanzate e da investimenti sulla formazione del personale sanitario per il mantenimento delle competenze nel tempo.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della nascita e della cura del neonato. Il progetto prevede nuove sale travaglio-parto, sale operatorie di ultima generazione, spazi per la neonatologia e la terapia intensiva neonatale pensati per garantire una presenza continua dei genitori di fianco al loro bambino, riconoscendo la presenza della famiglia come parte integrante del percorso di cura. È stata inoltre evidenziata la scelta di sviluppare un centro nascita fisiologico, orientato a un modello di assistenza da parte delle ostetriche alle donne con gravidanza a basso rischio, in un ambiente accogliente secondo un principio di maggiore intimità, sicurezza e vicinanza tra madre e neonato. Senza dimenticare una sezione di Terapia Intensiva della prima infanzia (<12 mesi) all’interno della TIN.
Nel corso del convegno è stata sottolineata anche la centralità dell’area donna, con prospettive di ulteriore rafforzamento della ginecologia oncologica, ed allo stesso tempo garantire, in un continuum assistenziale con il territorio, le più innovative modalità di presa in carico di patologie talora davvero invalidanti come ad esempio l’endometriosi, le dismenorree, e la policistici ovarica e, più in generale, di tutto quell’ambito che oggi è considerato all’interno della medicina di genere. Il MIRE viene così indicato come luogo capace di promuovere salute femminile, equità e percorsi di cura sempre più appropriati e personalizzati.
Tanti altri i progetti citati che verranno poi implementati o proposti nel MIRE: un centro per le cure palliative perinatali, che si aggiungerà alla già definita rete delle cure palliative pediatriche, una casa di accoglienza per i genitori e le famiglie, servizi educativi in ospedale, la clownterapia, la pet therapy, un centro dedicato alle malattie rare e ai disordini genetici. Segni concreti di una visione che punta a fare del MIRE non solo un edificio nuovo, ma un luogo di cura completo, umano e profondamente vicino alle persone.
L’incontro pubblico ha così restituito alla città l’immagine di un progetto sempre più definito e ambizioso: il MIRE come infrastruttura sanitaria del futuro, ma anche come scelta di comunità, capace di mettere al centro la salute della donna, del bambino e della famiglia in una stagione in cui i bisogni cambiano e chiedono risposte nuove.







