REGGIO EMILIA – Si alzano i toni dello scontro tra alcune sigle sindacali e l’Ausl di Reggio sulla proposta di chiusura del centro di produzione dei pasti ospedalieri al Franchini di Montecchio. I sindacati che nei mesi scorsi hanno condotto una partecipata raccolta firme e chiesto a gran voce all’azienda di ripensare alla decisione, oggi hanno diffuso un durissimo comunicato stampa in cui riportano le dichiarazioni anonime di alcune dipendenti della mensa del Santa Maria Nuova, in cui si parla di presenza di forni malfunzionanti, celle frigorifere troppo piccole e altre carenze.
“Sembra la serie Cucine da incubo e invece sono le voci dei lavoratori delle cucine più speciali, quelle dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove il documento di valutazione dei rischi non è più aggiornato dal 2015“, tuonano Cisl Fp Emilia Centrale, Nursind e Fials secondo cui la struttura progettata per l’ospedale di 15-20 anni fa, oggi non può sostenere ulteriori carichi strutturali e fisici, come l’arrivo ipotizzato dei pasti per il Franchini.
Accuse durissime cui replica con toni ancora più decisi la Direzione dell’Azienda USL che si dice “esterrefatta” per le affermazioni riportate nel comunicato e ne respinge con forza i contenuti. “L’Azienda – è scritto nella replica – pone una cura costante e strutturata nella manutenzione delle attrezzature e nell’organizzazione del lavoro: forni, caldaie e attrezzature di supporto sono oggetto di verifiche periodiche e di interventi programmati, finalizzati a garantire il corretto funzionamento dei macchinari e la sicurezza degli operatori, anche in linea con quanto previsto dal piano Haccp aziendale”. “Il processo di revisione del Documento di Valutazione dei Rischi – continua l’Azienda – è continuo e si fonda anche sull’evoluzione delle procedure operative, che vengono periodicamente migliorate per tenere conto dei cambiamenti organizzativi, tecnologici e strutturali intervenuti negli anni. In questo contesto, ogni nuova esigenza o variazione delle attività viene attentamente analizzata, così da assicurare l’allineamento del documento alla realtà quotidiana del servizio”.
Precisazioni che portano a una conclusione del comunicato altrettanto deciso: “Il confronto con le organizzazioni sindacali, ritenuto utile e indispensabile, pur nel rispetto delle reciproche posizioni, non può prescindere da una rappresentazione fedele alla realtà”, chiosa l’Ausl.
Nel merito della vicenda della chiusura della mensa del Franchini, l’azienda ha voluto anche chiarire che “l’organico del Santa Maria Nuova sarà rinforzato da 11 dipendenti provenienti dalla cucina di Montecchio, al termine del confronto con le organizzazioni sindacali”.
A stretto giro, la nuova replica dei sindacati che chiedono all’Ausl di spiegare come può esserci un confronto aperto e parallelamente il trasferimento degli 11 lavoratori delle cucine del Franchini di Montecchio dentro alle cucine del Santa Maria Nuova. “Nei comunicati Ausl – concludono i sindacati – manca una sola parola: investimenti. E una riforma del sistema mense. Quando Ausl vorrà aprire questo file, siamo pronti”.











