REGGIO EMILIA – Francia, Germania, e soprattutto Nord Africa e Medio Oriente, in particolare Egitto, Siria e Arabia Saudita. Potrebbero essere state queste le destinazioni dei farmaci oncologici rubati a Reggio Emilia tra il giugno e il settembre 2025 ai danni della farmacia del Santa Maria Nuova e del magazzino Ausl di via Monti Urali. Le indagini, coordinate dalla Procura diretta da Calogero Gaetano Paci che hanno portato a fine aprile a sei misure cautelari, proseguono: gli inquirenti vogliono cercare di individuare eventuali collegamenti locali della banda composta da professionisti del furto residenti nel Napoletano e soprattutto di risalire alle rotte del contrabbando. Medicinali costosissimi quelli rubati nella nostra città, per un valore di oltre un milione di euro. A finire nei guai, nell’inchiesta reggiana, anche un cittadino di origini egiziane residente in provincia di Lodi.
Uno scenario che richiama una inchiesta condotta dalla Procura di Cremona negli anni scorsi: nel 2019 erano stati 18 gli arresti eseguiti nell’operazione denominata ‘Dawaa’ (farmaci in lingua araba), relativa a un maxi traffico illecito internazionale di farmaci, principalmente oncologici e antivirali. Alcuni degli arrestati sono già stati condannati per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione, furto aggravato e commercio abusivo di farmaci. Una nuova udienza del procedomento é fissata tra pochi giorni, il 7 maggio. Dall’inchiesta era venuto alla luce il quadro di una sorta di alleanza tra malviventi campani ed egiziani con i prodotti rubati da strutture sanitarie che prendevano il volo verso Paesi arabi, ma anche verso altri Stati europei. Un contesto inquietante intorno al quale ruotano clan della criminalità organizzata, affari da decine di milioni di Euro e dal quale potrebbero scaturire connessioni interessanti con quanto fatto emergere dalla Procura reggiana nelle ultime settimane, portando dunque a nuovi sviluppi.
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