CASALGRANDE (Reggio Emilia) – Per i giudici la malattia che lo ha portato alla morte è legata alle missioni militari svolte all’estero. La Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna ha riconosciuto alla vedova di un sottufficiale dell’Aeronautica, residente a Casalgrande, il diritto alla pensione privilegiata indiretta, ribaltando il precedente diniego dell’Inps.
La vicenda riguarda un Primo Maresciallo Luogotenente che tra il 2005 e il 2006 prese parte a una missione in Iraq e che nel 2009 fu impegnato anche in Kosovo. Anni dopo gli venne diagnosticata una gammopatia monoclonale, evoluta nel 2015 in un mieloma multiplo, patologia che ne causò il decesso nel 2022.
Dopo la morte del militare, la moglie si era vista respingere dalla sede Inps di Reggio Emilia la richiesta di pensione privilegiata. Una decisione contestata, anche alla luce di un precedente pronunciamento del Tribunale di Modena (sezione Lavoro), che aveva già riconosciuto il militare come equiparato alle vittime del dovere, individuando un nesso tra la malattia e l’esposizione a sostanze tossiche e metalli pesanti nei teatri operativi all’estero.
Ora la svolta definitiva. I giudici contabili hanno ritenuto prevalenti gli accertamenti che collegano la patologia all’attività di servizio, evidenziando l’assenza di cause alternative in grado di spiegare l’insorgenza del tumore e giudicando non sufficientemente fondato il parere contrario espresso in passato dal Comitato di verifica per le cause di servizio.
Con la sentenza la vedova ottiene così la pensione privilegiata indiretta di prima categoria, oltre agli arretrati maturati dal dicembre 2022, agli interessi, alla rivalutazione monetaria e al rimborso delle spese legali.
La decisione riporta sotto i riflettori il tema delle patologie sviluppate dai militari impiegati nelle missioni internazionali.
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