REGGIO EMILIA – Il nuovo presidente del Ceis di Reggio, Daniele Marchi, è stato ospite ieri sera del nostro settimanale Decoder. E ha raccontato i particolari di una vicenda famigliare peculiare, che ha avuto un ruolo decisivo nella fondazione del Ceis, all’inizio degli anni Ottanta.
“Mio padre fu il primo presidente del Ceis, chiamato dal vescovo Gilberto Baroni che era stato sollecitato dalle famiglie”. E’ una storia famigliare bella e commovente quella che fa da sfondo all’approdo di Daniele Marchi alla presidenza del Ceis. A quasi 45 anni di distanza, il figlio riprende il lavoro che fu del padre, Franco Marchi, e l’anello di congiunzione è don Giuseppe Dossetti, che con il padre di Daniele condivise non solo l’impegno sociale, ma anche la scelta della tonaca. “Mio padre fu per diversi anni un sacerdote della Diocesi di Reggio, come altri della sua generazione, prete operaio, con don Dossetti. Poi scelse di uscire dallo stato clericale, ma rimase in ottimi rapporti con la Chiesa reggiana e in particolare con il vescovo Baroni”.
Dal 26 marzo scorso Daniele Marchi, già assessore comunale a Reggio, guida il Centro di solidarietà di Reggio. Negli anni Ottanta il nemico numero uno sul fronte della lotta alla tossicodipendenza era l’eroina. La droga è un fenomeno che si presenta con forme diverse dal passato, ma tutt’altro che debellato. Oggi gli avversari più temibili sono la cocaina e il crak. “Il crak rappresenta un versione molto economica e accessibile, con effetti comportamentali gravi”.
Ma il Ceis di oggi ha un raggio d’azione assai ampio. Si prende cura di minori in carico ai servizi sociali, di minori stranieri non accompagnati e di ragazzini che hanno commesso reati. Si occupa dei richiedenti asilo con i Centri di accoglienza straordinaria. Perché nelle strade delle nostre città cresce il numero delle persone che non hanno un tetto sotto cui dormire, che vivono di espedienti? Perché a livello nazionale, risponde Marchi, si è scelto di considerare i fenomeni migratori come un’emergenza e non come qualcosa di strutturale. “Questo fa sì che alcune persone, finita l’accoglienza straordinaria, vengono espulse, ma non scompaiono, ci sono”.
Reggio Emilia Decoder Daniele Marchi don Giuseppe Dossetti CeisGuarda la puntata di Decoder di venerdì 17 aprile 2026. VIDEO






