REGGIO EMILIA – Intesa raggiunta. Dopo l’eco internazionale e le ricadute politiche locali, direzione aziendale, sindacati e lavoratrici hanno trovato un accordo sul contratto integrativo. Il 2025, come ricorderete, era stato caratterizzato da durissime iniziative di mobilitazione operaia. Le proteste e gli scioperi avevano persino valicato i confini nazionali, ottenendo una forte risonanza internazionale, essendo Manifattura San Maurizio parte del Gruppo Max Mara.
L’intesa odierna rappresenta quindi un atteso segnale di distensione e un punto di ripartenza. Le lavoratrici e i lavoratori dell’azienda hanno infatti approvato, tramite referendum, l’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto integrativo aziendale, approvato con circa il 90% dei votanti favorevoli al testo.
L’accordo introduce tutele avanzate in materia di gestione dei giorni di malattia. Viene inoltre ampliata la flessibilità oraria grazie all’estensione dei congedi per motivi personali, ponendo il benessere della persona al centro. La vera novità strutturale è però l’istituzione di un inedito Osservatorio aziendale paritetico. Questo organismo permanente sarà dedicato al monitoraggio costante del clima interno e all’ascolto attivo delle maestranze. Le tensioni vissute in passato sui luoghi di lavoro troveranno così uno spazio formale di mediazione e dialogo trasparente.
Non manca la parte economica, con l’introduzione di un premio di risultato legato alla professionalità interna. La Filctem Cgil ha espresso grande soddisfazione, definendo l’intesa un primo e concreto passo intermedio. L’obiettivo sindacale resta quello di trasformare la cultura dell’ascolto in una pratica quotidiana e condivisa. Nei prossimi giorni la RSA e la Direzione si incontreranno per la sigla definitiva del testo ufficiale. Azienda e lavoratori imboccano così la via della responsabilità per affrontare insieme le sfide industriali future.










