LUZZARA (Reggio Emilia) – Fino al 15 agosto, i bambini e le bambine Saharawi saranno ospiti nella cittadina della bassa reggiana nel quadro del progetto di accoglienza promosso dall’associazione Jaima Saharawi di Reggio. Un appuntamento che si rinnova nel tempo e che quest’anno assume un significato ancora più speciale: il progetto di accoglienza celebra infatti il 25° anniversario, confermando un legame di amicizia e solidarietà che a Luzzara è giunto al 22° anno e affonda le proprie radici nella storia della comunità. Un rapporto testimoniato anche dal patto di amicizia e dai cartelli installati agli ingressi del paese in segno di vicinanza al popolo Saharawi.
I giovani ospiti sono stati ricevuti nella Sala Consiliare del Comune per il tradizionale saluto dell’Amministrazione Comunale, in un momento di incontro e di benvenuto ufficiale. Erano presenti la Giunta al completo, diversi consiglieri comunali, l’ex sindaca di Luzzara Elisabetta Sottili e don Emanuele Benatti. Tra gli amministratori, sono impegnati attivamente come volontari nell’accoglienza la sindaca Stefania Musi, l’assessore Giacomo Poma, i consiglieri Simone Govi e Manjinder Thind.
Per tutta la settimana i bambini saranno accolti negli spazi dell’Oratorio di Luzzara, grazie alla collaborazione della parrocchia e dei volontari che rendono possibile il progetto. L’esperienza di accoglienza rappresenta ogni anno un momento di incontro e conoscenza reciproca, oltre che un’occasione per offrire ai piccoli ospiti un periodo di serenità e di controlli sanitari.
“Siamo felici di poter rinnovare anche quest’anno l’accoglienza dei bambini Saharawi – commenta la sindaca Stefania Musi –. In questi anni l’Amministrazione ha voluto mantenere vivo non solo un rapporto di amicizia e solidarietà, ma anche un impegno istituzionale a fianco del popolo Saharawi, sostenendone il diritto all’autodeterminazione e aderendo alle iniziative promosse dalla Rete Nazionale Saharawi. È un impegno che si inserisce in un percorso più ampio di sostegno alla pace e che siamo convinti debba continuare, anche attraverso occasioni concrete di incontro come quella che viviamo in questi giorni. Un grazie va a tutti coloro che, con il loro tempo e la loro disponibilità, rendono possibile questa esperienza e contribuiscono a mantenere vivo un legame così importante per la nostra comunità”.








