REGGIO EMILIA – Dodicesimo giorno di presidio per impedire a Conad di iniziare i lavori all’Ospizio. E il confronto è sempre più acceso tra i cittadini, nella politica e anche tra gli esperti. Posizioni che al momento restano apparentemente inconciliabili, ma dopo l’invito al dialogo lanciato dal vicesindaco De Franco, oggi anche AVS di Reggio Emilia rilancia ‘la proposta dell’assemblea di un tavolo di confronto con tutti gli attori interessati e la Prefettura’.
Apertura di un tavolo tecnico di lavoro richiesta ieri proprio dall’Assemblea del Bosco Urbano dopo le querele presentate da Conad Centro Nord inseguito allo stop al cantiere avvenuto lo scorso 3 agosto. Alla Prefettura si rivolge, però, anche un gruppo di residenti del quartiere che in una lettera aperta inviata agli organi di informazione denuncia un clima di forte tensione. Gli 8 firmatari si dicono preoccupati di quello che potrebbe accadere nel momento in cui verrà aperto il cantiere, temendo che la situazione possa degenerare.
A sottoscrivere la lettere una parte dei 114 residenti che nel settembre del 2024 avevano chiesto di partecipare al Consiglio comunale aperto sul Pru Ospizio e che sono favorevoli all’intervento. In particolare, alla realizzazione di biblioteca, casa della comunità e polo dei servizi sociali; servizi che mancano al quartiere da quando l’allora Ente Case di Riposo decise di dismettere e poi abbattere la struttura esistente nell’area poi acquisita, in un secondo momento, da Conad.
Cittadini contro cittadini, ma anche esperti che si confrontano. Sono 12 i docenti universitari firmatari dell’ultimo appello contro l’intervento, mentre i progettisti ricordano che l’area è tutta da bonificare tra vasche in cemento interrate e manufatti rimasti dopo le demolizioni. Eppoi c’è la politica. Oggi gli spazi sociali di Reggio, Casa Bettola, Aq16 e Città Migrante hanno preso posizione a favore del presidio e lo stesso ha fatto il Movimento 5 stelle. Domani gli attivisti invitano a trascorrere il Ferragosto all’Ospizio, ma Conad vanta diritti edificatori e urbanistici acquisiti e il quartiere non intende rinunciare ai servizi promessi. La soluzione del rebus appare ancora molto complessa.
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