REGGIO EMILIA – “E’ andato in fuga per andare in fuga, penso che nemmeno lui avesse l’idea di arrivare fino al traguardo. Avrebbe firmato per un terzo posto se gliel’avessero detto subito. Meglio di così, non poteva andare”.
Il terzo posto nell’ultima tappa del Giro d’Italia di Martin Marcellusi del Team team Bardiani Csf 7 Saber, giunto al traguardo dopo 155 km di fuga, ha coinciso con il suo miglior piazzamento in carriera in una tappa della corsa rosa. Mancava da cinque anni la Voghera-Milano, che ha concluso la seconda settimana della competizione. Un percorso breve e pianeggiante, “fatto apposta per i velocisti”, ha detto a Buongiorno Reggio il direttore sportivo della squadra, Bruno Reverberi.
Sul traguardo di corso Venezia a Milano, il norvegese Lavik ha vinto in volata beffando quattro italiani a partire dal luzzarese Mirco Maestri. Scandinavo è anche Vingegaard, padrone di questo Giro orfano dei migliori corridori del mondo. Tra le giovani promesse c’è Giulio Pellizzari, arrivato sesto, cresciuto nella Bardiani.
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