REGGIO EMILIA – ‘Impossibilità di autonoma gestione dell’attività di distribuzione e commercio al dettaglio dei singoli punti vendita’: è lapidario il giudizio della Terza sezione civile e procedure concorsuali del Tribunale di Bologna sulla situazione di Realco. Nel decreto che dispone la vendita senza incanto (cioè con offerte in busta chiusa) del compendio aziendale il prossimo 10 giugno, il presidente relatore Pasquale Liccardo descrive una situazione ‘precaria’, che richiede che siano prese contromisure con ‘assoluta urgenza’.
Le proiezioni economico-finanziarie contenute nella relazione informativa del 30 aprile 2026, scrivono i giudici, ‘confermano il protrarsi di risultati d’esercizio negativi per tutte le società del gruppo, risultati che dovrebbero essere confermati anche per i prossimi mesi di maggio e giugno 2026’. I conti peggiori sono quelli di Gedis srl, la società controllata che gestisce 30 punti vendita in affitto d’azienda da Realco. Bene, la sola Gedis perde tra i 700 e i 750mila euro al mese. Un’emorragia che, secondo il Tribunale di Bologna, deve essere arrestata al più presto.
In questi mesi, la continuità operativa di Realco è stata resa possibile da una linea di credito aperta da Crai, gruppo cooperativo della grande distribuzione con sede a Milano e 1.800 punti vendita.
In un parere datato 18 aprile, i commissari giudiziali di Realco, Alessandro Servadei e Alessandro Sacchi, hanno sottolineato che la ‘variabile tempo’ è ‘ad oggi il principale problema da affrontare’, sia ‘per quanto concerne i dati negativi del gruppo Realco’, sia per la ‘sofferenza della rete commerciale’, che penalizza il valore di Realco agli occhi dei potenziali acquirenti.
La conclusione del Tribunale è che bisogna procedere con urgenza alla vendita di Realco, a causa ‘dell’ulteriore incremento e accumulo delle perdite della gestione’ e ‘del rischio più che concreto di disattendere i termini di validità insiti nelle offerte ad oggi acquisite’.
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