REGGIO EMILIA – “Devo dire che abbiamo avviato un dialogo con l’Amministrazione comunale per cercare di rivedere le percentuali e rendere sostenibile per le aziende questo tipo di edilizia”. L’associazione dei costruttori edili di Confindustria, Ance, raccoglie l’appello del vicesindaco Lanfranco De Franco, che ha invitato le imprese del settore a non costruire solo villette, ma anche appartamenti di edilizia residenziale sociale. I lotti disponibili in varie zone della città ci sono, per un totale di 272 alloggi, ma i piani non sono stati attuati. Perchè? Secondo Gabriele Grisendi, imprenditore edile, vice presidente di Ance, il problema è la convenzione in vigore dal 2012. Quell’atto fissa al 70 per cento la quota di Ers destinata alla vendita a prezzo convenzionato e al 30 per cento quella per l’affitto a canone calmierato. Secondo Ance si tratta di quote penalizzanti, che rendono antieconomici gli interventi per le aziende.
Come uscirne? Riducendo la quota di Ers destinata all’affitto, risponde Grisendi. Il fatto è che il recente Piano urbanistico generale fissa una quota di appartamenti per la vendita ancora più bassa di quella indicata dalla convenzione.
“Credo che l’unica strada sia quella di prevedere una variante allo strumento urbanistico per rivedere le percentuali. Ora il Pug prevede una quota per la vendita del 20 per cento, ma non era sostenibile neppure quando era al 70 per cento”.
Secondo Grisendi, per rilanciare l’edilizia residenziale sociale è necessaria anche un’altra modifica: la riduzione della durata dell’affitto calmierato, che oggi è di 20 anni. “Finanziariamente è molto pesante per le imprese del nostro settore”.
Sullo sfondo resta il tema dell’intervento pubblico. Uno dei pochi interventi di questo genere realizzati a Reggio negli ultimi dieci anni è quello che ha preso forma in via Reggiani e in via Caduti in Missione di Pace: 74 appartamenti destinati in parte alla locazione a canone convenzionato e in parte alla concessione del godimento con diritto di acquisto. In quel caso decisivo è stato l’investimento della Cassa Depositi e Prestiti.
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