REGGIO EMILIA – Il ruolo fondamentale delle donne negli ultimi 80 anni di storia d’Italia. Un viaggio che parte dalle Madri Costituenti, attraversa le conquiste di questi decenni e si proietta verso le sfide di domani. Questi i capisaldi dell’importante iniziativa ‘La Costituzione è donna‘, che si è tenuta al Tecnopolo, è stata organizzata dalla Spi Cgil nazionale e ha avuto ospiti importanti quali la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Partito Democratico e Barbara Lori, vicepresidente dell’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna.
La giornata ha avuto come climax l’inaugurazione della mostra ‘Passi di libertà’: curata da Caterina Liotti del centro documentazione donna di Modena, rappresenta il cammino delle donne italiane dalla storica conquista del diritto di voto fino a oggi: “La mostra rappresenta queste conquiste fondamentali decennio per decennio, sulla linea del tempo – dice Caterina Liotti -. Le racconta attraverso fotografie, documenti e immagini dell’epoca tratte dai nostri archivi”.
In un’epoca in cui il dibattito sulla parità di genere, sul lavoro e sui diritti femminili è molto attuale, rimettere al centro la Costituzione e il ruolo delle donne è un atto di responsabilità. “C’è un filo rosso che parte 80 anni fa con la conquista del diritto di voto per le donne: questa è stata l’architrave di grandi conquiste civili e sociali – dice la Segretaria Generale dello Spi Cgil Tania Scacchetti -. Le donne hanno provato con molto fatica ad affermare un modello di società che riducesse le disuguaglianze e affermasse il principio della parità di genere”.
Non si tratta, tuttavia, solo di guardare la storia, ma di saperla plasmare in ottica futura: “In questa fase storica le donne devono scardinare un modello, che purtroppo si sta affermando, che le vuole di nuovo relegate ad una mera condizione riproduttiva – continua Tania Scacchetti -: le donne a casa, come secondo reddito familiare, che si occupano prevalentemente di cura come fatto quasi naturale. Scardinato questo modello e affermato il principio della corresponsabilità tra i sessi, dobbiamo conquistare nuovi diritti perchè dalla condizione delle donne passa tanto della condizione democratica e del benessere colletivo della società”.
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