REGGIO EMILIA – “Un elevato costo dell’energia, in particolare nella manifattura, è uno dei fattori che pesano sulla bassa crescita”, è l’allarme di Lapam Confartigianato. A livello nazionale l’Emilia-Romagna è tra le regioni italiane che osservano un maggior extracosto in rapporto al proprio Pil con 496 milioni di euro (9,2%), pari allo 0,27% del Pil regionale. Nel primo semestre del 2025 il prelievo fiscale e parafiscale sul costo dell’energia elettrica per le micro e piccole imprese in Italia supera del 68% quello medio europeo. L’analisi dei dati sull’andamento dei prezzi delle commodities sottolinea la presenza di fattori distorsivi della concorrenza sul mercato dell’energia italiano che amplificano lo spiazzamento competitivo delle micro e piccole imprese. Nel primo semestre del 2025 il prezzo dell’energia elettrica pagato dalle micro e piccole realtà rimane superiore del 36,8% i livelli pre-crisi, confermando la prolungata pressione sui costi subita dal sistema produttivo italiano. “È necessario tutelare e agevolare le micro e piccole imprese, sostenendone la crescita e lo sviluppo. Un costo dell’energia così elevato non va di certo in questa direzione. Ristabilire equilibrio ed equità nel costo dell’energia pagato dalle imprese è fondamentale: le piccole imprese non possono essere considerate un bancomat”, dice Lapam.
L’allarme di Lapam sul costo dell’energia: “Ristabilire equità ed equilibrio”
5 gennaio 2026
A livello nazionale l’Emilia-Romagna è tra le regioni italiane che osservano un maggior extracosto in rapporto al proprio Pil con 496 milioni di euro
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