REGGIO EMILIA – Il cornicione di palazzo Pratonieri, ora sede Unicredit in via Toschi a Reggio, è coronato da formelle con figure di api. Quella decorazione insolita fu scelta nel 1882 a simboleggiare l’operosità della Cassa di Risparmio, che aveva acquistato l’immobile per farne il proprio centro operativo, dopo essere stata ospitata nell’ex Monte di Pietà.
Il palazzo risale all’inizio del Cinquecento, di proprietà dei Pratonieri, ricchi mercanti della lana. Nell’Ottocento venne ampliato con affaccio su via Toschi, grazie alla demolizione di edifici fatiscenti. Nei primi anni del Novecento furono rinnovati completamente gli ambienti interni e fu riprogettata la facciata esterna da Pio Casoli, ingegnere capo del Comune. Presentò due progetti, uno in stile medievale, l’altro in stile definito moderno, ispirato a forme rinascimentali, con utilizzo del bugnato e del cotto ferrarese. Fu scelto il secondo, considerato più consono all’importanza dell’edificio.
Furono soprattutto i lavori nell’interno a far discutere, per una trasformazione dell’impianto cinquecentesco considerata troppo invasiva, con uno scalone monumentale voluto dall’architetto bolognese Edoardo Collamarini e decorato dal pittore Cirillo Manicardi. L’artista realizzò i fregi sotto il lucernario, che rappresentano l’allegoria della pace, il lavoro nei campi, la vita di paese e l’immagine della ferrovia, simbolo di progresso. Il motivo a esagoni ripetuti, quasi a formare un alveare, caratterizza gli interni. L’inaugurazione avvenne nel 1916. Oggi il palazzo appartiene a Unicredit, che nel 2016 ha provveduto a un ulteriore restyling e alla cura dei danni provocati dai terremoti, riportandolo all’antico splendore.
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