REGGIO EMILIA – Guerriglia a Bologna, con cassonetti dati alle fiamme e vetrine infrante. Vandalismi e violenze a Milano con agenti feriti, scontri anche a Torino. Scenari che non si sono verificati per fortuna a Reggio, dove il corteo degli studenti degli istituti superiori per le vie del centro si è svolto pacificamente e dove non si sono verificati momenti di tensione.
La questura sta solo compiendo accertamenti su quanto accaduto al liceo “Chierici” e al polo di via Makallé, dove gli ingressi sono stati chiusi con catenacci impedendo l’accesso agli studenti che volevano entrare nei propri istituti. Accertamenti in corso anche sui messaggi circolati su chat Whatsapp di studenti nei giorni precedenti la manifestazione.
“Vogliono dar fuoco al Canossa”, “domani coltello per sicurezza, mi raccomando”, tanto per citare due esempi. Messaggi che hanno creato allarme tra molti studenti e le loro famiglie, inducendo qualcuno a rimanere a casa. L’epicentro europeo della contestazione resta la Francia. A Parigi, dove si trova per impegni professionali, si è imbattuta negli scontri di piazza la nota imprenditrice reggiana e dirigente di Confcommercio nazionale, Donatella Prampolini che ha raccontati al nostro Tg di avere vissuto momenti di apprensione e di essere stata costretta a rivedere l’agenda dei propri impegni parigini. “Abbiamo assistito alle violenze e agli scontri, ai vandalismi e ai danneggiamenti – le sue parole – Ci siamo rifugiati in hotel e abbiamo dovuto rinunciare ad alcuni importanti incontri di lavoro”.
Sia in Francia che in Italia la mobilitazione giovanile non sembra destinata ad arrestarsi, con molte incognite e timori legati alla sicurezza.
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