REGGIO EMILIA – Va verso il compimento dei dieci anni di vita l’attuale forno in dotazione al tempio crematorio del Cimitero di Coviolo. La struttura fu potenziata dal Comune per tenere il passo con l’aumento delle richieste di cremazione. Tale scelta funeraria è infatti sempre più diffusa, tant’è che nella nostra regione ha raggiunto il record del 74,8% rispetto al totale dei decessi.
L’aumento della domanda ha però intensificato l’usura dell’impianto, richiedendo manutenzioni più frequenti. L’ultimo intervento straordinario, avviato a dicembre per rifare il rivestimento interno del forno, si è concluso a fine gennaio. Da febbraio, tuttavia, si sono verificati dei problemi che hanno causato chiusure temporanee. Fino ad aprile il servizio è rimasto attivo a singhiozzo (tre settimane su quattro), per poi bloccarsi del tutto. Al momento, i tempi di riapertura restano sconosciuti.
“Il problema è probabilmente dovuto all’obsolescenza dello strumento. Portare i propri cari a cremare nelle province vicine fa salire i costi dei funerali“. Angelo Fregni è il presidente della So.Crem Reggio Emilia, l’associazione che garantisce ai propri iscritti il rispetto della volontà in materia di cremazione. Di recente, tramite una lettera, ha invitato le agenzie di onoranze funebri della nostra provincia a unirsi per sollecitare il Comune non solo a completare la manutenzione ma anche a pianificare l’allestimento di un nuovo forno.
“Metterebbe in condizioni l’amministrazione di andare incontro a tutte le richieste. Speriamo poi che ci sia la possibilità di aprire una gara per la gestione. Si potrebbe obbligare il vincitore a farsi carico delle manutenzioni”, auspica Fregni. Al momento è una società di Bologna, la Altair Funeral, ad avere in gestione l’impianto, tramite un appalto che la esenta dalle manutenzioni.
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