REGGIO EMILIA – Dove atterrerà? Quali tappe farà? La si potrà vedere? Dal momento in cui è stato reso noto che il 13 e il 14 maggio la principessa del Galles sarà in città, sono iniziate le domande, una via l’altra. Inutile dirlo, ma lo diciamo lo stesso: il riserbo sul programma è grande. Anche se manca appena una settimana all’arrivo di Kate Middleton, i dettagli della due giorni verranno comunicati solo poco prima, ovviamente per ragioni di sicurezza. Il livello di protezione sarà altissimo.

Il 4 maggio in Prefettura si è svolto un Comitato per l’ordine e la sicurezza ad hoc, con la partecipazione anche delle istituzioni. L’ambasciata di Roma e il consolato generale britannico che ha sede a Milano sono all’opera. Non si parla tanto di numero di persone in campo a livello di forze dell’ordine, quanto di intelligence e organizzazione minuto per minuto, di sopralluoghi da eseguire, di sedi da bonificare. La principessa, che atterrerà a Parma, arriverà ovviamente con un volo dedicato e sarà il solo membro della famiglia reale a bordo, ma avrà decine di persone al seguito. Kate Middleton considera questo un “viaggio di lavoro”: una missione di alto livello per acquisire informazioni ed esplorare i principali approcci internazionali a sostegno dei bambini, inserita nel lavoro di espansione globale del Centro per la Prima Infanzia della Royal Foundation.
Le tappe saranno più di una, tutte in città: incontrerà insegnanti, genitori, bambini, amministratori e rappresentanti del mondo imprenditoriale, per conoscere da vicino il Reggio Emilia Approach. Saranno visite private, ma si sta lavorando a un momento pubblico in piazza Prampolini a beneficio dei cittadini che riusciranno a essere presenti.
Se si considera che si sta parlando della principessa del Galles, le tempistiche per arrivare ad organizzare questa visita sono state abbastanza veloci. Le videochiamate tra Kensington Palace, il Comune di Reggio e Reggio Children sono iniziate un mese e mezzo fa circa, ma qual è stato il gancio iniziale? La prima segnalazione alla principessa di una realtà meritevole di attenzione come quella reggiana è stata fatta dai dirigenti di un‘azienda americana che si occupa di realizzare arredi per scuole e parchi, la Community Play Think. Da lì, la fondazione di Kate Middleton e Kensington Palace hanno deciso di inviare “sotto copertura” delle emissarie che si sono inserite in uno dei tanti gruppi di insegnanti che arrivano dall’estero per visitare i nostri asili. Emissarie che sono evidentemente tornate in patria con pareri molto favorevoli.
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