REGGIO EMILIA – I leoni da tastiera, o per dirla con le parole usate da Reggio Civica nel comunicato di solidarietà a Stefania Bondavalli, “soggetti privi di qualsiasi senso del limite e del rispetto per le persone”, hanno colpito ancora. Al centro della bufera, un post social proprio di Reggio Civica, dal titolo “La bella smemorata nel bosco”, in cui i consiglieri Migale e Tarquini attaccavano l’assessora Bondavalli, il Pd e la giunta sul centro storico. Senonché il post ha scatenato, nei commenti, una pioggia di insulti personali e allusioni sessiste. Non una novità assoluta, purtroppo; anzi un’abitudine deprecabile in era social, ma stavolta l’assessora ha deciso di non lasciare correre annunciando l’intenzione di adire alle vie legali “nei confronti degli autori delle espressioni lesive della mia dignità e reputazione”, scrive nello stesso post in cui chiede al capogruppo di Reggio Civica “se ritenga accettabile che uno spazio pubblico riconducibile alla propria forza politica diventi il luogo per questo genere di commenti”.

Carmine Migale e Giovanni Tarquini in consiglio comunale
Immediate le reazioni della politica. Il sindaco Massari e la giunta hanno espresso piena solidarietà alla Bondavalli, condannando le offese e chiarendo come “l’uso di stereotipi di genere per colpire un’amministratrice supera il confine del legittimo confronto democratico e diventa una forma di violenza”. Commenti da cui a stretto giro hanno preso le distanze anche i vertici di Reggio Civica che nella nota di solidarietà alla Bondavalli scrivono di dissociarsi dai commenti “riservando nei loro confronti ogni iniziativa di legge per la tutela sia nostra che di coloro che vengono resi oggetto di insulti: il nostro primo ed unico obiettivo è sempre stato solo quello di esprimere un pensiero libero e ben lontano da aggressioni personali”, chiariscono Migale e Tarquini. Un caso politico che potrebbe diventare anche giurisprudenziale. Lo scorso 10 luglio infatti la Cassazione in una causa tra due cronisti per commenti offensivi sui social ha chiarito che “il gestore della pagina non è tenuto a un controllo preventivo degli stessi, ma risponde di diffamazione aggravata se, venutone a conoscenza, non provvede tempestivamente alla loro rimozione”.
Nel corso della giornata hanno manifestato solidarietà a Bondavalli anche il Pd provinciale e i consiglieri di maggioranza di Sala del Tricolore.
Insulti sessisti contro Bondavalli: il Pd chiede a Reggio Civica di far fronte comune








