REGGIO EMILIA – Di numeri precisi non ce ne sono, ma la comunicazione dell’azienda non lascia molto spazio alle interpretazioni: si registra un esubero per ‘la quasi totalità della forza lavoro’, per calo della produzione e per un andamento del mercato non favorevole. Così hanno riferito Cgil, Cisl e Uil. Quindi, quasi 164 persone, gli attuali occupati di Inalca del Gruppo Cremonini, rischiano il licenziamento, ma il problema addirittura più pesante è la concomitanza col tempo che non c’è.
I sindacati hanno denunciato la situazione facendo fronte comune, perchè la missione è veramente ardua: salvare questi posti di lavoro in venti giorni. Il 10 febbraio infatti, data del primo anniversario del devastante rogo di via Due Canali a Reggio, scadranno i 12 mesi di cassa integrazione straordinaria e a quel punto scatterebbero la cessazione dell’attività e gli esuberi. L’azienda, hanno detto i sindacati, ha comunicato loro la situazione lo scorso 8 gennaio nella sede modenese di Confindustria, ‘senza aver mai ipotizzato la cosa per mesi e mesi, fino a inizio dicembre’, dicono ancora Cgil, Cisl e Uil: ma anche allora non sarebbe stata fatta loro questa fotografia.
C’è anche un accordo, che risale alla fine di luglio scorso, hanno proseguito, in cui era stato formalizzato l’impegno a garantire la continuità occupazionale e retributiva. In base a queste rassicurazioni, alcuni operai che dallo scorso febbraio stanno lavorando in altri stabilimenti del Gruppo Cremonini a Piacenza e nel modenese si sono trasferiti in queste province. Il primo passo, hanno detto Cgil, Cisl e Uil, è ottenere tempo in più: è in corso col Ministero una valutazione per capire se sia possibile ottenere altri sei mesi di cassa integrazione, ipotizzabili, secondo la specifica normativa, nei casi in cui l’azienda si impegni per un significativo riassorbimento della forza lavoro. Nel frattempo è necessario sviluppare accordi con aziende diverse per provare a proporre trasferimenti, in gergo, ‘da posto di lavoro a posto di lavoro’. La terza via, sempre da esplorare in contemporanea, è quella dei possibili percorsi di ricollocazione dei singoli che accettino il licenziamento dietro incentivi economici.
I sindacati hanno chiesto l’apertura di un tavolo di crisi in Regione: il primo incontro è previsto per il 16 gennaio.
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