REGGIO EMILIA – L’hikikomori è un fenomeno di isolamento sociale volontario e prolungato, in cui una persona sceglie di ritirarsi dalla vita quotidiana per mesi, a volte anni. I primi casi sono stati osservati in Giappone, ma oggi questa realtà riguarda sempre più anche il mondo occidentale.
A esserne colpiti sono soprattutto i giovani, che arrivano a limitare drasticamente i contatti sociali, spesso restando chiusi nella propria stanza o in casa per oltre sei mesi. Questo isolamento può tradursi nel rifiuto di andare a scuola o al lavoro e nella quasi totale assenza di relazioni.
Uscirne è difficile, ma non impossibile. Lo dimostra la storia di Aurora, studentessa dell’istituto Galvani-Iodi, che ha vissuto un percorso di rinascita, non privo di ostacoli, fino ad arrivare a essere premiata al Salone internazionale del Libro di Torino nell’ambito del concorso “Adotta l’orso”, dedicato proprio al tema del ritiro sociale. Un cammino reso possibile anche grazie al supporto della cooperativa sociale Base di Scandiano, attiva dal 2008, che ha seguito Aurora e altri ragazzi aiutandoli a ritrovare fiducia e relazioni.
“L’obiettivo di questi interventi non è ricordare i ragazzi dentro alle aspettative degli adulti, ma fare un passo diverso, sospendere il giudizio, sospendere le richieste per sintonizzarsi invece profondamente con il loro vissuto – spiega Giulia Ferretti, della cooperativa di Arceto – Aurora si è candidata a questo concorso e si è classificata prima, scrivendo una lettera alla lei del futuro in cui racconta senza filtri il suo percorso, il suo malessere, ma anche le sue speranze. Un successo che è prima di tutto il il frutto del suo impegno, della sua determinazione, ma anche della sua mente brillante, perché Aurora ha delle capacità altissime”.
Reggio Emilia Hikikomori








