REGGIO EMILIA – Il conflitto in Medio Oriente coinvolge un’area importante anche per l’economia della provincia di Reggio Emilia. Secondo un’analisi dell’ufficio studi Lapam Confartigianato, le imprese reggiane esportano verso quest’area circa 377 milioni di euro, che rappresentano l’1,62% del PIL provinciale. Reggio Emilia è la 15ª provincia italiana per valore delle esportazioni verso il Medio Oriente. Nei primi nove mesi del 2025 l’export reggiano nell’area era cresciuto dello 0,6%, segnale di un mercato considerato promettente prima dell’escalation del conflitto. Una parte rilevante delle vendite riguarda i settori con forte presenza di micro e piccole imprese, che nel territorio esportano circa 123 milioni di euro. Tra i prodotti più venduti ci sono alimentari, abbigliamento e altri articoli manifatturieri.

“Tuttavia, la guerra aumenta l’incertezza per le imprese locali e potrebbe rallentare investimenti e mercato del lavoro – commenta Daniele Mazzini, presidente di Lapam Confartigianato (in foto) -. Inoltre il rischio di tensioni sulle forniture energetiche, come un eventuale blocco dello stretto di Hormuz, potrebbe far crescere i prezzi di petrolio e gas. L’aumento dei costi dell’energia rappresenta già una delle principali preoccupazioni per le piccole imprese reggiane. Un ulteriore rialzo metterebbe sotto pressione i margini delle aziende del territorio. L’auspicio è quindi una rapida stabilizzazione della situazione internazionale”.
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