REGGIO EMILIA – E’ partita la corsa ai tamponi rapidi. In questi giorni è un assalto ai centralini e ai siti internet delle farmacie accreditate e dei laboratori di analisi per prenotare l’appuntamento.
Il test, se negativo, dà diritto per 48 ore al Green Pass, già necessario ad esempio per sedersi al tavolo all’interno di un bar o di un ristorante o per entrare in palestra o al cinema. Da venerdì l’obbligo sarà esteso ai lavoratori del settore pubblico e privato.
A oggi, in provincia sono 36mila le persone dai 12 anni in su che non hanno ricevuto neanche una dose. In farmacia, il tampone rapido ha il prezzo calmierato di 15 euro. In città sono 26, tra private e comunali, quelle attrezzate per l’esecuzione. Ma il calendario degli appuntamenti è già pieno almeno fino a fine mese. “Dovremmo offrire ogni giorno 4mila tamponi – dice il presidente di Fcr, Andrea Capelli – è una situazione insostenibile. Non riusciamo ad aumentare il nostro sforzo, che a oggi è di 600 tamponi a settimana nelle 8 farmacie, che tuttavia non possono trasformarsi in un tamponificio. Eseguiamo ogni giorno tanti servizi, distribuiamo ogni giorno medicine, diamo consigli sulla salute; questa attività di fare tamponi rapidi si è affiancata alla normale attività della farmacia, ma non possiamo stoppare la normale attività della farmacia”.
In alternativa, ci sono i laboratori privati che si sono organizzati per fare fronte all’aumento della domanda. C’è chi ha deciso di adeguare il costo a quello delle farmacie e chi lo ha mantenuto a 30-35 euro. “In questo periodo riceviamo richieste da parte di aziende con dipendenti in attesa della seconda dose – ha detto Paolo Peri, responsabile organizzativo dei laboratori Bianalisi dove i tamponi rapidi costano 20 euro con la possibilità di usufruire di uno sconto acquistando un pacchetto da dieci – Ma c’è anche chi continua a non fidarsi del vaccino e sta fissando l’appuntamento ogni due giorni per diverse settimane”.
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