REGGIO EMILIA – C’è un filo che lega buona parte dei titoli della nuova Stagione di Prosa della Fondazione I Teatri: l’idea che il teatro serva a guardarci meglio. Che si parta da un mito greco o da un romanzo dell’Ottocento, da Shakespeare o dalla cronaca di domani, lo sguardo torna sempre allo stesso punto – chi siamo, come stiamo insieme, che cosa siamo disposti a fare agli altri e a noi stessi. È una stagione che mette in dialogo i grandi classici e la scrittura di oggi, e che fa della letteratura una chiave per leggere il presente.
Il calendario completo
e gli spettacoli
Uno dei nuclei più forti è proprio quello dei libri portati in scena. Marco Polo e le città invisibili, a cinquant’anni dal romanzo di Italo Calvino, porta Luca Zingaretti dentro le città immaginate da Marco Polo per ragionare sul modo in cui viviamo gli spazi urbani. Bovary, dal capolavoro di Flaubert, mette a fuoco il matrimonio inquieto di Emma e Charles, l’amore continuamente rimesso in discussione. E Il fuoco era la cura, la creazione di Sotterraneo liberamente ispirata a Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, immagina un futuro in cui leggere è proibito e gli schermi non si spengono mai: una distopia che parla soprattutto di noi.
Accanto ai romanzi, i classici del teatro riletti senza riverenza. Eumenidi, da Eschilo, affida a Serena Sinigaglia e a un cast interamente femminile una riflessione attualissima sull’idea di giustizia. Il berretto a sonagli di Pirandello, con Silvio Orlando, è la commedia grottesca di tradimenti, vendette ed equivoci che si conosce, restituita alla sua amarezza. E Amleto, nella lettura visionaria di Leonardo Lidi, diventa un mondo di maschere, clown e pagliacci, dove il principe danese finisce per coincidere con il teatro stesso.

Lo zar di e con Stefano Massini
Un’altra linea raccoglie gli spettacoli che guardano dritto al presente politico e sociale. Scusate se non siamo morti in mare di Emanuele Aldrovandi ribalta la prospettiva sull’emigrazione immaginando un’Europa di profughi costretti alla clandestinità. Lo Zar, scritto e interpretato da Stefano Massini, ricostruisce in un monologo la parabola di Vladimir Putin e mezzo secolo di storia russa. Sono lavori che usano la scena per nominare le cose, senza scorciatoie consolatorie.
C’è poi il versante dei ritratti, delle figure tenute sotto la lente. La stagione si apre con Scandalo, commedia brillante scritta e diretta da Ivan Cotroneo, che lavora sulla seduzione, la manipolazione e il pregiudizio nel rapporto tra maschile e femminile. Anna Cappelli, il testo di Annibale Ruccello diretto da Claudio Tolcachi con Valentina Picello, è il ritratto di una donna sola e divisa, uno spaccato della condizione femminile dagli anni Sessanta a oggi. E in Prima del temporale Umberto Orsini, diretto da Massimo Popolizio, riempie la mezz’ora che precede l’ingresso in scena nello Strindberg con i ricordi di una vita d’attore.

Prima del Temporale. Foto di Claudia Pajewski da ufficio stampa I Teatri
Completano il cartellone alcuni appuntamenti fuori abbonamento. Il conte di Kevenhuller del Teatro Medico Ipnotico, spettacolo vincitore Premio Drammaturgia Contemporanea e Teatro di figura di Fondazione Sarzi, porta a Reggio Emilia la tradizione dei burattini. E per la Giornata della Memoria arriva Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, il testo di Marco Paolini sul piano nazista Aktion T4, qui nell’adattamento e nella regia di Renato Sarti, in scena con Barbara Apuzzo: un racconto civile su ciò che accade quando una società decide chi merita di vivere.
Info: biglietteria@iteatri.re.it, telefono 0522458811
Prenotazioni telefoniche: 0522458854 (solo il lunedì e il giovedì 13.30 – 17.00)












