RIO SALICETO (Reggio Emilia) – Il futuro della Goldoni di Migliarina di Carpi, dove quasi il 40% delle maestranze ancora attive arriva dal reggiano, resta incerto. L’unica offerta di acquisto per l’azienda, quella avanzata dal gruppo turco Asko Holding, infatti, non sembra convincere ancora sul fronte dei livelli occupazionali: è quanto emerso dal tavolo di salvaguardia che si è tenuto stamattina in Regione.
“Gli aspetti occupazionali espressi dall’unica proposta di acquisto oggi in campo all’interno della procedura di composizione negoziata della crisi – osserva l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia – rimangono ancora un elemento di preoccupazione. Nelle prossime ore occorre affrontare con celerità tutte le questioni ancora sul tavolo”.
Durante l’incontro i turchi di Asko hanno confermato la disponibilità all’acquisto, ma hanno anche ribadito l’intenzione di procedere a un pesante taglio di personale, passando dagli attuali 97 addetti a solo 41 lavoratori. Proposta che secondo i sindacati presenti mette a rischio il futuro produttivo del sito.
Goldoni, marchio storico di macchine e trattori agricoli con stabilimenti a Migliarina di Carpi e Rio Saliceto, è controllata dal 2021 dalla multinazionale belga Keestrack ed è attualmente in procedura di composizione negoziata della crisi. Al tavolo erano presenti sindacati, rappresentanze dei lavoratori, i sindaci di Carpi, Riccardo Righi, e di Rio Saliceto, Daniele Pietri, oltre ai rappresentanti dell’azienda e del gruppo Asko Holding. A loro si è rivolto l’assessore Paglia chiedendo che le persone che hanno dato valore all’azienda siano coinvolte nel progetto di rilancio e che coloro che vogliano uscire volontariamente siano messi nelle migliori condizioni possibili di farlo. Il tempo stringe, ma la soluzione della crisi ancora non si vede.
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