REGGIO EMILIA – Anche nel 2025 Fulvio Montipò, fondatore e presidente esecutivo di Interpump, è stato il manager con la retribuzione più elevata tra coloro che guidano le società reggiane quotate in Borsa. L’anno scorso l’imprenditore ha percepito dalla società più di 2,9 milioni di euro tra compensi fissi e variabili. In più ha esercitato il diritto di opzione su 1,2 milioni di azioni Interpump ricevute con il piano di incentivazione 2022-2024. Le 567mila azioni di competenza dell’esercizio 2025, sottoscritte a 38,6 euro ciascuna, incorporano una plusvalenza di 4,9 milioni di euro.
Al secondo posto nella classifica dei manager più pagati c’è Matteo Storchi. Il numero uno di Comer Industries ha ricevuto compensi per oltre 2 milioni di euro tra fisso e variabile, oltre a titoli della società per un controvalore di 280mila euro. Gianluca Bufo, amministratore delegato di Iren, ha totalizzato l’anno scorso 820mila euro: i 483mila di fisso comprendono anche emolumenti deliberati dall’assemblea ma non ancora corrisposti, così come tra i 331mila euro di bonus e incentivi ci sono anche somme maturate ma non ancora incassate. Il compenso deliberato per il presidente Luca Dal Fabbro è invece di 555mila euro.
L’amministratore delegato di Emak, Luigi Bartoli, ha percepito 506mila euro, il numero uno di NewPrinces, Angelo Mastrolia, 282mila euro. Mastrolia non è semplicemente un manager, ma è l’azionista di controllo del gruppo, di cui possiede oltre 25 milioni di azioni. Chiudiamo il giro d’orizzonte con Cellular Line, azienda che ha vissuto un 2025 difficile con un calo dei ricavi attribuito ai dazi statunitensi e una sensibile perdita d’esercizio (36 milioni di disavanzo) a causa di forti svalutazioni. I due manager di vertice, Christian Aleotti e Marco Cagnetta, hanno comunque percepito più di 500mila euro a testa.
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