REGGIO EMILIA – Un momento di confronto tra operatori, istituzioni, famiglie e cittadini per riflettere sulle dipendenze e sul ruolo della rete dei servizi. Si è svolto mercoledì sera nella sede del Ceis di via Urceo Codro l’incontro organizzato dal Centro di Solidarietà in occasione della Giornata internazionale contro la droga, all’interno dell’appuntamento settimanale dedicato ai familiari di persone con problemi di dipendenza.
Ad aprire la serata è stato il presidente del Ceis Daniele Marchi, seguito dall’intervento di Roberto Berselli, in rappresentanza di Fict Emilia-Romagna, la Federazione italiana comunità terapeutiche, che riunisce i 44 Ceis presenti sul territorio nazionale e assiste oltre 11mila persone.
Nel corso dell’iniziativa gli operatori del Ceis hanno illustrato i principali modelli di intervento adottati nelle proprie strutture, dalla Comunità Bellarosa al Centro di osservazione e diagnosi, soffermandosi su metodologie come la Dialectical Behavior Therapy (DBT) e il programma Family Connections, dedicato al coinvolgimento delle famiglie nei percorsi terapeutici.
Al confronto hanno preso parte anche Nicola Bussolati dell’Ausl di Reggio Emilia e Antonio Costantini, dirigente dei Servizi sociali del Comune, approfondendo il lavoro di presa in carico delle persone con dipendenze. A concludere l’incontro è stato il sindaco Marco Massari, che ha ricordato il proprio legame con il Ceis maturato durante la professione medica e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nel sostenere percorsi di cura sempre più adeguati, con particolare attenzione ai giovani.
“Il Ceis nasce con le famiglie e continua a rinascere ogni volta che una persona entra in via Codro in cerca di ascolto, aiuto e speranza”, ha affermato il presidente Daniele Marchi, sottolineando come la Giornata internazionale rappresenti un’occasione per riflettere sul lavoro svolto e sulle sfide ancora aperte.
I numeri del Ceis
Il Centro di Solidarietà di Reggio Emilia impiega 150 dipendenti e altrettanti volontari, dei quali circa 40 operano nell’area delle dipendenze tra educatori, psicologi, operatori sociosanitari, infermieri e medici. I servizi comprendono una comunità terapeutica, una casa alloggio per persone con Hiv, un Centro di osservazione e diagnosi, assistenza domiciliare, appartamenti per il reinserimento, attività ambulatoriali e nove gruppi di auto aiuto per familiari.
Nel 2025 il Ceis ha erogato 15.470 giornate di accoglienza nei servizi residenziali dedicati alle dipendenze, seguendo 152 persone, il 78% uomini, con un’età media di 43 anni.
Anche la rete nazionale Fict registra una crescita dell’attività: nel 2025 ha assistito 11.208 persone, grazie al lavoro di 2.049 operatori e 1.304 volontari, con un incremento del 27% degli assistiti nell’area delle dipendenze rispetto al 2024.












