REGGIO EMILIA – La cronaca delle ultime ore ha portato sotto i riflettori il nome di Alberto Genovese, imprenditore 43enne residente a Milano, arrestato con le accuse di violenza sessuale, detenzione e cessione di stupefacenti, sequestro di persona e lesioni. L’uomo ha un legame reggiano: è, infatti, uno dei fondatori e componente del consiglio di amministrazione di BrumBrum Spa, azienda specializzata nella vendita di auto usate su internet. Nel 2019 BrumBrum ha inaugurato nella nostra città, con un investimento da 4 milioni di euro, uno stabilimento per la riqualificazione di vetture usate da mettere in commercio.
Tutto è nato dalla denuncia di una ragazza 18enne che ha dichiarato di essere stata costretta da Genovese a subire ripetuti rapporti sessuali e ad assumere cocaina e ketamina durante una festa a ottobre in un attico di lusso a Milano.
Scene immortalate da una telecamera di sicurezza.
“Genovese non ha nessun ruolo operativo, né deleghe o poteri di rappresentanza in seno alla società”, tiene a precisare BrumBrum Spa in una nota.
“Peraltro, contrariamente a quanto apparso in alcuni articoli di stampa, non ricopre la carica di Presidente e, nel corso del 2020, non ha mai partecipato alle 8 riunioni del Consiglio di Amministrazione. Il rispetto delle persone è uno dei valori che gli azionisti e la Società considerano imprescindibili. Pertanto, alla luce dei fatti emersi, gli azionisti stanno promuovendo tutte le azioni legali necessarie ed opportune per far decadere Genovese da qualsiasi carica, anche solo formale, all’interno della Società”.











