REGGIOLO (Reggio Emilia) – I Carabinieri della Stazione di Reggiolo hanno denunciato a piede libero un cittadino albanese di 29 anni con l’accusa di furto in abitazione aggravato in concorso.
L’indagato, senza fissa dimora e disoccupato, ha agito come una vera e propria “scala umana” per aiutare un complice a scavalcare ed entrare in un’abitazione privata. Il colpo è stato messo a segno lo scorso 17 giugno a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, in una fascia oraria compresa tra le 20 e le 23. I malviventi hanno approfittato della temporanea assenza della proprietaria, una impiegata di 64 anni, e di una finestra lasciata aperta per entrare nell’alloggio. Una volta all’interno dei locali, i ladri sono riusciti a fare razzia di diversi beni di valore prima di dileguarsi e far perdere temporaneamente le proprie tracce. La refurtiva comprende una borsa di marca Louis Vuitton del valore di circa 1.500 euro, diverse collane di bigiotteria impreziosite con pietre dure. Al bottino si aggiungono anche un braccialetto Pandora decorato con brillantini e una carta di credito, che fortunatamente è stata subito bloccata dalla vittima.
L’identificazione del presunto responsabile è stata possibile grazie a una perfetta sinergia tra tecnologia e attività investigative dei militari dell’Arma. I Carabinieri hanno esaminato le riprese dei sistemi di videosorveglianza della casa, elaborando i dati biometrici con un software di riconoscimento facciale. La svolta decisiva è arrivata grazie alla Polizia Locale di Sirmione, che ha riconosciuto i tratti somatici del 29enne avendolo già fotosegnalato in passato. L’uomo era infatti già noto alle forze dell’ordine per aver aggredito violentemente gli agenti bresciani durante un controllo nel dicembre del 2025. Mentre la posizione del cittadino albanese è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Reggio Emilia, continuano le indagini per identificare il complice.










