REGGIO EMILAI – Lunedì 20 luglio, alle 11, i rappresentanti di Fratelli d’Italia daranno vita ad una manifestazione davanti al centro sociale Aq 16. Secondo Fratelli d’Italia, il centro sociale deve essere sgomberato perchè è occupato abusivamente e l’immobile è inagibile. “Non saremo lì per provocare nessuno – dice il capogruppo Cristian Paglialonga – ma per chiedere al Comune di Reggio legalità e trasparenza”. E’ l’ultimo atto di una campagna iniziata diversi mesi fa.
Aq 16 ha risposto annunciando un presidio che inizierà alle 10: “Non faremo avvicinare questi post-fascisti al centro sociale”, hanno scritto gli attivisti sui social, accusando Fratelli d’Italia di tenere un atteggiamento minaccioso e strumentale. Dalla parte del centro sociale ci sono l’Anpi e la Cgil: “Questi attivisti e militanti – dice il segretario della Camera del lavoro Cristian Sesena – sono studenti e lavoratori che dedicano il loro tempo a praticare la solidarietà, l’accoglienza e la difesa dei più fragili”.
Il Pd teme provocazioni e disordini e lancia a tutti un appello al senso di responsabilità: “Se si vuole dibattere del futuro di Aq 16 e dell’iter amministrativo in corso, c’è un luogo deputato per farlo, ed è il Consiglio Comunale”. L’iter amministrativo di cui parla il Pd è il percorso con cui l’assessore Davide Prandi punta a riportare la situazione nella piena legalità senza disperdere il valore sociale delle attività di Aq 16.
Per memoria storica, va forse ricordato che Aq 16 nacque sulle ceneri del centro sociale Aquarius, che dopo il terremoto del 1999 dovette abbandonare le vecchie scuole di Roncadella. L’occupazione dei capannoni comunali in disuso di via Fratelli Manfredi risale all’aprile 2002. I prefetti e i questori che si sono succeduti a Reggio in questi 24 anni – sono stati oltre una quindicina – non hanno mai preso in considerazione lo sgombero di Aq 16. Preferivano che l’area antagonista, anzichè essere dispersa e difficilmente individuabile, avesse un punto di riferimento e di ritrovo. E d’altra parte coloro che vi si incontrano, tra assemblee, concerti, cene, iniziative solidali e sport, non hanno mai creato problemi di ordine pubblico.
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