GUASTALLA (Reggio Emilia) – Ogni estate, da mezzo secolo, la sognante pennellata colma di gioia di vivere del pittore guastallese Franco Mora si esprime in giro per l’Italia con i murales, facendo così conoscere l’arte naive lungo la penisola.
E’ un aspetto non secondario della sua creatività e Mora, con circa 400 murales, è divenuto col tempo, partendo dalla Bassa, un vero e proprio ambasciatore di questo filone dell’arte contemporanea. “Per me è come mettere la mia fantasia alla portata di tutti ed era già possibile farlo con i quadri, però per me è importante lasciare dei messaggi d’amore, colore e poesia nelle piazze d’Italia. E’ stato come far ringiovanire certi muri di paesi quasi scomparsi”.
Un autentico globetrotter dei maxi dipinti all’aperto: “Ho pensato – rimarca Mora – che l’arte naive fosse un messaggio da lasciare ai posteri”. L’artista anche quest’estate sta donando la sua arte a diverse comunità. In luglio è già stato all’opera in due alberghi a Gabicce (in provincia di Pesaro) e nel Teramano ha rifatto – a Garrufo – un suo murale raffigurante i giochi dei bambini all’esterno di una scuola che anni fa venne lesionata dal terremoto che sconvolse l’Abruzzo. Ma non è finita qui: “Il primo paese a voler effettuare murales di pittori naif è stato Lauro, in provincia di Avellino, nel 1976. E quest’anno – conclude Mora – dovrò ritornare, perché sono l’unico pittore rimasto dopo cinquant’anni”.
Affreschi dai colori vivaci e magnetici, per distogliere dai cupi pensieri, proponendo situazioni e personaggi improbabili che divertono e catturano lo sguardo, trovando tanti estimatori.
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