REGGIO EMILIA – L’Emilia-Romagna è la prima regione in Italia per l’utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico. Con oltre 4,3 milioni di fascicoli attivi, 68 milioni di accessi nel solo 2024 e 72 milioni di documenti sanitari consultati, la sanità digitale regionale è ormai una realtà consolidata.
Grazie alla rete capillare di sportelli Spid e Urp, i cittadini reggiani possono accedere facilmente al proprio fascicolo, consultare esami, referti, prescrizioni e vaccinazioni. Il portale regionale e quello dell’Ausl di Reggio offrono anche supporto per l’opposizione al caricamento dei dati sanitari pregressi, in linea con le normative sulla privacy.
Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 sarà ancora più evoluto: un punto unico di accesso ai servizi sanitari, ovunque ci si trovi, e garantirà un’assistenza sempre più personalizzata. La Regione ha stanziato 39 milioni di euro dai fondi Pnrr per potenziare infrastrutture e competenze digitali.
Cambiata la normativa, oggi tutti i fascicoli sono attivi per tutti gli assistiti. Nella nostra provincia sono oltre 514 mila fascicoli che coincidono al numero dei pazienti. Andando nel dettaglio tra alcuni dei dati significati a livello provinciale, nel comprensorio Reggio, Bagnolo sono attivi oltre 174 mila fascicoli, tra Correggio e San Martino in Rio 28.305, Scandiano e Vaino oltre 26mila, nella bassa tra Guastalla, Luzzara e Gualtieri sono 25.953. C’è anche una parte della provincia con numeri più bassi; tra Casina e Carpineti, quasi 7300, a Ventasso poco più di 3mila, nella Bassa Castelnovo Sotto e Cadelbosco 2357, fino ai 2200 tra Villa Minozzo, Toano e parte di Castelnovo Monti.
Ma la vera sfida nel futuro del digitale applicato al Fascicolo sempre più specchio della nostra situazione sanitaria, sarà una reale tutela della privacy e le norme di sicurezza per accessi controllati e opportuni.












