REGGIO EMILIA – “Il servizio di elisoccorso non è un privilegio, è un pilastro della sanità pubblica. Ci consente di arrivare lontano, veloce, in posti normalmente irraggiungibili e i pazienti gravi negli ospedali specialisti per la cura di questa patologie”.
Il dottor Antonio Pastori, responsabile del 118 dell’Emilia Romagna, ha tracciato un bilancio ai nostri microfoni sull’attività del servizio di elisoccorso nella nostra regione. Sono in tutto 3000 gli interventi che vengono effettuati ogni anno da Piacenza a Rimini, tra gli ultimi quello avvenuto nella giornata di domenica, quando l’elicottero proveniente da Bologna ha supportato il Soccorso Alpino nel recupero di due giovani reggiani sul Monte Cusna.
Un servizio che ha un costo annuale che oscilla tra i 21 e i 22 milioni di euro. “Il costo è di circa cinque euro all’anno per abitante – ha proseguito Pastori – Al suo interno è compreso l’intero servizio, una flotta composta da quattro basi”. Le basi sono Ravenna, Bologna, Pavullo nel Frignano e Parma.
Ognuna ha diverse caratteristiche. “Le caratteristiche di queste basi sono diverse: Ravenna e Pavullo hanno il verricello, Bologna ha un servizio operativo 24 ore su 24, Parma è attivo dall’alba al tramonto”.
In alcune regioni è stato istituito un ticket per il soccorso alpino per gli interventi che non necessitano un ricovero in ospedale. In Veneto si può arrivare a pagare fino a 7.500 euro. In Emilia Romagna il costo rientra nel servizio sanitario regionale e non si sta valutando l’ipotesi di renderlo a pagamento. “Il limite di dover introdurre forme di riconoscimento e ristoro economico, alla fine, non penso che siano lo strumento per incentivante o disincentivare. Penso più intensamente all’educazione di ognuno di noi e alla consapevolezza del bene pubblico che abbiamo quotidianamente a disposizione”.
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