REGGIO EMILIA – Ripensare la macchina pubblica per renderla più snella, vicina ai cittadini e capace di gestire meglio le risorse. E’ partito da Reggio e Modena il viaggio della Regione per la riforma del riordino territoriale. Nove tappe nelle province per raccogliere idee e ridefinire l’organizzazione del sistema degli enti locali, evitando doppioni e sprechi.
Un percorso partecipato che coinvolge Comuni, Unioni e Province, nato dopo l’approvazione del documento d’indirizzo dello scorso aprile. Un sistema di enti locali che nel reggiano conta su 3400 dipendenti e ha una capacità di spesa di oltre 600 milioni di euro. Al Tecnopolo, gli amministratori locali reggiani e i principali dirigenti di società partecipate e di servizio si sono confrontati con la Regione, prima in plenaria e poi in gruppi di lavoro tematici. A dodici anni dalla riforma delle Province, in attuazione della legge Delrio, la riforma del riordino territoriale è anche l’occasione per rilanciare un ente che ha competenze chiave su istruzione, sanità e viabilità.
L’obiettivo è quello di creare un sistema più efficace, per contrastare il calo delle risorse; ma anche più equo per garantire a tutti i cittadini, anche quelli che risiedono in comuni montani o lontani dai grandi centri, di avere pari opportunità e servizi.
Dopo il confronto sul campo, la parola passerà al web con uno spazio digitale aperto a tutti i cittadini. In autunno l’evento finale, prima del varo del progetto di legge. Con la Regione che però ha già individuato alcune priorità a cominciare dalla concertazione tra enti sulla destinazione dei prossimi fondi europei.
Regione Emilia Romagna Enti locali Territorio disegno di legge








