REGGIO EMILIA – Gestione, trasporto illecito di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva e combustione illecita di rifiuti: sono queste le ipotesi di reato di cui devono rispondere gli indagati, su uno dei quali pende l’aggravante della recidiva. Dieci persone e una società sono finiti sotto inchiesta dopo gli accertamenti eseguiti per mesi dai carabinieri forestali del Nucleo di Reggio in collaborazione con i colleghi del Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale, coordinati dalla procura.
Gli inquirenti ritengono di aver smantellato un’attività illecita e continuativa che nel tempo aveva portato alla creazione di una vera e propria discarica abusiva, realizzata su aree agricole del comune di Reggio, aree – fanno sapere gli inquirenti – che “venivano sistematicamente alimentate con massicci sversamenti di rifiuti speciali privi di tracciabilità, prevalentemente costituiti da materiale da demolizione edile, imballaggi, legno, plastica e rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche provenienti dall’attività di imprese edili operanti sul territorio”.
In diverse occasioni, tramite appostamenti e pedinamenti, sarebbe stata inoltre riscontrata la combustione illecita dei rifiuti, una condotta finalizzata ad abbatterne il volume, con grave rischio di emissione di fumi tossici nell’ambiente. Gli indagati sono i legali rappresentanti di ditte individuali e società del settore edile.
Il servizio del tg è di Giulia Gualtieri.
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