REGGIO EMILIA – I crescenti casi di criminalità minorile e giovanile, non solo a Reggio ma in tutta Italia, hanno di recente portato il Governo ad approvare un disegno di legge che introduce la presunzione di imputabilità tra i soggetti che vanno dai 14 ai 18 anni. Oltre al lato repressivo, ovviamente, esiste però anche quello preventivo, volto a cercare di dare un futuro a giovani e giovanissimi che non sia quello legato a microcriminalità e criminalità.
In quest’ottica, negli ultimi due anni in città si è sviluppato un sistema integrato di presidi territoriali, progettualità educative e azioni di prossimità che ha intercettato migliaia di giovani, sia all’interno di luoghi informali della vita quotidiana, sia proponendo spazi fisici di aggregazione con attività che vanno dallo sport alla creatività, dal ludico alla costruzione del senso di comunità. Comune, associazioni e cooperative del territorio oltre al consorzio Oscar Romero hanno realizzato fino allo scorso giugno 20 uscite settimanali nei territori urbani e 10 usicte settimanali nei poli scolastici, attivando contatti con oltre 8mila giovani. Più di 300 sono le relazioni significative costruite nei diversi quartieri come Baragalla, Canalina, Rosta Nuova, Santa Croce, Massenzatico, Mirabello, Cadè, Orologio, Stranieri e in altre aree strategiche della città, con una progettazione trasversale dedicata alla zona stazione, al centro storico e all’ex Caserma Zucchi.
Oltre alle uscite, esistono come detto gli spazi di aggregazione stabili: lo Spazio Raga di via Turri, attivo dal 2005 e frequentato da circa 90 giovani; la Fly Zone di via Adua con oltre 150 giovani coinvolti, rinforzato da Fly to New Zone, un progetto quadriennale che ha coinvolto 300 giovani tra i 14 e i 17 anni; poi, ancora, il progetto DesTEENazione nato all’interno del Villaggio Dossetti a Baragalla che, a nemmeno un anno dall’apertura, ha registrato 3.620 accessi e coinvolto 450 ragazze e ragazzi.
Reggio Emilia criminalità minorile welfare giovanile microcriminalità giovanile





