REGGIO EMILIA – “E’ secondo me una scelta di responsabilità aver trovato il sistema per pesare su più persone ma con l’incidenza minore possibile”. Così il vicesindaco di Reggio Lanfranco De Franco ha spiegato a Decoder la scelta di aumentare allo 0,8% l’aliquota dell’addizionale comunale Irpef alle fasce tra 15mila e 50mila euro per reperire 2,8 milioni di euro in più.
Il contesto è questo, dice il vicesindaco: il Governo non riconosce gli aumenti contrattuali e dei costi energetici e riduce i trasferimenti statali. Le alternative erano due: tagliare i servizi oppure aumentare le rette di case di riposto e scuole dell’infanzia, scaricando l’intero peso della manovra su un numero esiguo di famiglie.
Positivo invece il bilancio del Pnrr, che ha portato al Comune di Reggio 90 milioni di fondi europei. Ora c’è il rush finale: tra marzo e l’estate bisogna finire i cantieri. Con una nota critica: “Fossi stato a Roma avrei impostato diversamente lo strumento. I Comuni non hanno bisogno di grandi opere, ma di manutenzione straordinaria”, ricorda De Franco.
34 anni, fresco padre di due gemellini che si aggiungono a due bimbe di 3 e 5 anni, titolare di deleghe pesanti come Lavori pubblici, Infrastrutture e Casa, De Franco è convinto che la Giunta possa fare meglio su alcuni terreni, come centro storico e zona stazione. Ma non solo: “A esempio tutto il tema del rapporto con il mondo produttivo, a cui aggiungo viabilità e sicurezza”, sottolinea.
Il vicesindaco parla anche delle voci che di tanto in tanto riaffiorano su un rimpasto di giunta. Se accadesse, dice, nessuno scandalo, è già successo in passato. “Se uno oggi mi chiede: c’è bisogno di un rimpasto? Secondo me no – risponde De Franco – Possiamo andare avanti così perché c’è un buon clima e penso che nei prossimi mesi si vedranno i risultati”, conclude.
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